In cinque anni aumentati i disagi

24 Giugno 2017

Le richieste delle associazioni ai due aspiranti primi cittadini: come affronterete questo problema?

L’AQUILA. Negli ultimi cinque anni i disagi legati alla salute mentale sono aumentati esponenzialmente, nel contempo sono diminuiti i servizi offerti dalla Asl e i cittadini si sentono sempre più abbandonati a loro stessi. I numeri parlano chiaro: nel solo 2016 sono stati infatti necessari 544 ricoveri nel Dipartimento di salute mentale e 117 Trattamenti sanitari obbligatori (Tso). L'anno precedente i ricoveri erano stati 530. Numeri molto differenti da quelli del pre-sisma: nel 2004, infatti, si era raggiunto un minimo storico di 12 Tso, nel 2008 erano saliti a 16. Da questi dati parte la riflessione sull'importanza del tema salute mentale e assistenza sanitaria per chi amministrerà la città nei prossimi anni. Un tema che le associazioni “Centottanta amici L'Aquila onlus” e Cittadinanza attiva-Tribunale per i diritti del malato hanno voluto affrontare con i due candidati a sindaco, Americo Di Benedetto e Pierluigi Biondi, in due incontri differenti. A fare il punto della situazione sono stati Alessandro Rossi, direttore del dipartimento di Salute mentale della Asl, Maria Caterina Sirolli, responsabile per L'Aquila del tribunale per i diritti del malato e Alessandro Sirolli, presidente di “Centottanta amici”, che hanno chiesto l'istituzione di una Consulta comunale sulla salute e sulla salute mentale. «La salute mentale passa attraverso tre assi», ha spiegato Alessandro Sirolli: «abitazioni, relazioni e lavoro. Attraverso il miglioramento di questi indicatori si alza la qualità di vita e diminuisce rischio di disagio. La città è in sofferenza su tutti e tre gli assi. I servizi per la salute mentale hanno ridotto il proprio orario». Una situazione seriamente preoccupante anche secondo Rossi che spiega: «Ci sono molti trattamenti associati all'uso di sostanze, che precedentemente non c'erano. I problemi di salute mentale colpiscono il 25% della popolazione, in ogni famiglia c'è una persona con fragilità psicologica». Anche secondo la responsabile del Tribunale per i diritti del malato è evidente un «impoverimento dell'ospedale, con l'allontanamento di persone fondamentali, lo stallo dei concorsi, la mancanza di personale. La medicina territoriale va riorganizzata e potenziata sia sul piano sociale che medico».
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