In città i ladri di abiti firmati:uno preso, due ancora ricercati

11 Gennaio 2024

Trasferta da Roma per 3 malviventi, sorpresi dai commessi e dai carabinieri mentre rubavano a Paganica In auto la refurtiva di altri colpi. Usavano una busta schermata per sfuggire al sistema antitaccheggio

L’AQUILA. I carabinieri della stazione di Paganica hanno fermato un uomo di nazionalità cilena, (E.C.R.S., queste le sue iniziali, 36 anni), colto in flagrante mentre rubava capi di abbigliamento firmati Emporio Armani in un negozio all’interno del centro commerciale “Piccinini” che si trova proprio di fronte alla stazione ferroviaria della frazione aquilana. Il fermato ha agito insieme ad altre due persone (un uomo e una donna, presumibilmente suoi connazionali) che per ora sono riuscite a far perdere le tracce. Il valore dei capi di abbigliamento rubati (e poi recuperati dai carabinieri e restituiti ai proprietari del negozio) è di circa 1.400 euro. I tre, da quanto è stato possibile ricostruire, avevano noleggiato a Roma una Panda e sono poi partiti per l’Abruzzo con l’obiettivo di mettere a segno una serie di furti di capi di abbigliamento e scarpe. Probabile si tratti di una banda ben organizzata tanto che era dotata di buste “schermate” che impediscono agli strumenti in dotazione ai negozi di rilevare la targhetta antitaccheggio e quindi permettere ai ladri di potersi allontanare indisturbati. In questo caso però i titolari dell’attività commerciale hanno avuto subito dei sospetti (si trattava di persone mai viste prima e che avevano preso solo capi firmati) e quando sono usciti senza aver pagato e senza che il sistema antitaccheggio avesse dato l’allarme i tre sono stati inseguiti, uno è stato bloccato e gli altri due sono riusciti a scappare. I carabinieri subito intervenuti hanno perquisito la Panda con cui la banda era giunta da Roma. All’interno sono stati trovati altri capi di abbigliamento (sempre firmati) frutto di altri furti commessi in zona. Il fermato (che non parla italiano per cui è stato necessario affiancare un interprete) non ha rivelato per ora i nomi dei complici. Gli inquirenti faranno però delle verifiche anche a Roma per capire dove, come e chi ha noleggiato la macchina e se c’era un ricettatore pronto a “comprare” gli abiti e gli oggetti rubati. Si cercherà anche di accertare se i tre avessero in zona un “informatore” che ha indicato loro i negozi da colpire. Ieri pomeriggio in tribunale c’è stata l’udienza per la convalida del fermo. Subito dopo l’uomo è stato portato nel carcere delle Costarelle.