In due settimane 47 vittime Terapia intensiva: tutto pieno

Sono per il momento saturi i posti letto per pazienti Covid: si lavora a crearne altri nel G8 Allestita anche la cappella ospedaliera che ospiterà i malati. Grimaldi: «Troppa gente in giro»
L’AQUILA. Dal 30 ottobre L’Aquila ha contato 47 morti riferibili al Covid, con una media di 3 decessi al giorno. Una cifra ancora più alta, se si aggiungono le persone decedute all’ospedale San Salvatore, ma provenienti da altre località. Due settimane buie, in cui il virus ha dilagato, facendo registrare numeri sempre più alti di contagi quotidiani. Ieri un altro decesso: un 80enne di Ovindoli si è spento in ospedale. Si attendono, inoltre, i referti di alcuni tamponi effettuati post mortem.
POSTI ESAURITI. Sono per ora saturi i posti di terapia intensiva dedicate al Covid in provincia, proprio nel giorno del record di contagi in Abruzzo con 939 casi, di cui 374 nel territorio provinciale ancora una volta maglia nera in regione. Secondo fonti dell’Asl provinciale, per tamponare quest’ennesima emergenza è in atto una corsa contro il tempo per ampliare la disponibilità di posti del G8 dell’Aquila, il piccolo ospedale limitrofo al San Salvatore: i 12 posti occupati potrebbero aumentare a moduli di 4, secondo la predisposizione del primario, Franco Marinangeli, fino a 24. Le problematiche sono legate alla dotazione tecnica (sono stati installati gruppi di continuità), ma soprattutto al recepimento di personale. Intanto, i vertici aziendali stanno lavorando per predisporre l’apertura di sei posti di terapia intensiva Covid all’ospedale di Sulmona.
I NUMERI. I nuovi casi in città sono stati 84, a fronte dei 374 dell’intera provincia: i positivi hanno un’età compresa tra 4 mesi (un bimbo aquilano) e 100 anni (una donna della provincia).
MALATI IN CAPPELLA. Intanto è quasi pronta la cappella ospedaliera di Sant’Alessio, trasformata in sala d’attesa per i malati che devono essere ricoverati e che attualmente, prima di essere sottoposti al tampone, stazionano per ore all’interno delle ambulanze fuori dal pronto soccorso. Anche ieri la coda delle ambulanze ha scandito la frenetica giornata in ospedale.
SCREENING. Parte, intanto, lo screening epidemiologico per il personale della polizia municipale, dopo l’accertamento della positività di un vigile urbano, e per i dipendenti di altri settori comunali. «I dipendenti dell’ente che non possono lavorare da casa, in quanto addetti a servizi fondamentali», spiega il sindaco Pierluigi Biondi, «saranno monitorati a loro tutela e a tutela della cittadinanza. Il loro impegno sul territorio, infatti, è fondamentale per garantire la soddisfazione delle esigenze della popolazione. È evidente che la situazione attuale può generare disagi di cui mi scuso fin da ora con gli aquilani”.
POSTE CHIUSE. L’ufficio postale di via Rocco Carabba, a causa della positività di un dipendente, è stato chiuso temporaneamente: attivo lo sportello automatico.
«TROPPA GENTE IN GIRO». «Ancora si vede molta gente che circola, si deve rimanere a casa e muoversi solo per necessità e impegni improrogabili». Lo afferma il primario di malattie infettive Alessandro Grimaldi. «È una situazione esplosiva in cui dobbiamo tenere in considerazione l’Rt, ma il parametro ancora più importante è la pressione sulle strutture ospedaliere che bisogna abbassare per non lasciare nelle tende senza cure i positivi in condizioni precarie. Servono interventi rapidi, tempestivi ed efficaci. Speriamo non ci sia bisogno di un lockdown totale, ma se il trend dovesse rivelarsi ancora molto negativo, speriamo di no, è l’unica soluzione per invertire la tendenza della curva. Meglio tirare il freno in modo energico in questo periodo, per sperare poi di riaprire qualcosa, con molta prudenza, in prossimità del Natale».
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