In giro senza motivo: trenta denunce

19 Marzo 2020

Marinelli e Li Calzi (Sindacati polizia): «Scuse assurde, c’è chi esce per il kebab o per lavare l’auto, chi va Roma per hobby»

L’AQUILA. Sono una trentina le persone denunciate dalla polizia perché sorprese in giro senza una giustificazione credibile in barba al recente decreto governativo che vieta gli spostamenti non motivati. Forse la sanzione prevista (arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro) non proprio draconiana, induce a rischiare. Anche se, in astratto, si potrebbe contestare un ben più grave delitto colposo contro la salute pubblica.
A lamentarsi delle frequenti violazioni di legge è la Federazione sindacati di polizia (Fsp) tramite i propri rappresentanti. «Nonostante si susseguano appelli a rimanere a casa», dice il segretario provinciale Fabio Marinelli, «si è constatato che alcuni nostri concittadini non hanno capito che, per limitare e sconfiggere il coronavirus bisogna fare il sacrificio di rimanere nelle proprie abitazioni e uscire, da soli, e soltanto nei casi previsti dall’ordinanza o in ultimo, per situazioni di gravità».
«Purtroppo il tema che si pone, a una settimana dall’emanazione dei provvedimenti adottati», aggiunge il vicesegretario Santino Li Calzi, «è la leggerezza con cui molti italiani affrontano la prescrizione del decreto, anche all’Aquila nonostante gli inviti da parte degli operatori di Polizia a rimanere in casa; basti pensare che, a fronte di decine e decine di controlli, le denunce per la violazione all’articolo 650 del codice penale sono già una trentina, tanto da far ritenere che, forse, sono necessarie misure più stringenti per la popolazione e pene severe per chi non rispetta l’ordine dell’autorità. Tutti gli italiani stanno facendo sforzi enormi e non si può vanificare questo sacrificio per una minoranza che, in modo incosciente, non ha ancora intuito il vero pericolo che minaccia il nostro territorio e le nostre vite». Ci sono poi delle giustificazioni davvero improbabili fornite da chi è stato sorpreso dalle pattuglie della polizia.
«Non è quindi accettabile», continua Li Calzi, «che vi siano persone che in strada, a un controllo, dichiarino, ad esempio: “Sto andando a cena con amici a casa di …. , “Per andare a mangiare il kebab”, “Sto andando a trovare i nipotini” o peggio “Sono andato lavare la macchina”». «Ma la più inaccettabile delle risposte», sostiene Li Calzi, «è quella dell’aquilano che ha dichiarato di essere andato a Roma “per hobby!”». «Questi cittadini, del tutto incoscienti e sfrontati», concludono i rappresentanti della Fsp, «sono tutti possibili contagiatori/contagiati. Pertanto, mettono in pericolo sia i loro familiari che l’intera comunità, in quanto un’eventuale aumento dei contagi, al momento limitati, potrebbe porre a rischio il sistema sanitario della città. Le forze dell’ordine, a cui va tutto il nostro plauso, unitamente agli operatori sanitari, stanno facendo un lavoro enorme, non vanifichiamolo con comportamenti scorretti».
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