In piazza sfila la protesta dei negozianti

2 Marzo 2018

Saracinesche abbassate e manifesti a lutto, ma dal Comune arriva solo la convocazione, per martedì, della commissione

SULMONA. Più di 230 commercianti del centro storico in marcia lungo corso Ovidio fino al Comune. Il primo marzo 2018 potrà essere ricordato a Sulmona come la data della “rivolta” del popolo delle partite Iva. Alla fine, dopo una mattinata estenuante, arriva a fatica la convocazione della commissione Attività produttive per martedì.
L’appuntamento per tutti è alle 9 a piazza Tresca. Qui il tempo di mettere gli ultimi manifesti ai negozi e partire, scortati da vigili urbani, carabinieri e polizia. Lungo il tragitto, salendo per il corso, le adesioni aumentano, per poi crescere ancora all’altezza dell’Annunziata. Qui dall’alto della scalinata fa effetto vedere il lungo serpentone sfilare senza manifesti o particolari segni distintivi (alla fine i lumini alle vetrine non sono stati più messi, ma poco importa). Come forse non accadeva da anni o come probabilmente non è mai accaduto in una città che fatica a fare fronte comune, i commercianti si ri trovano tutti insieme. Il corteo, composto e ordinato, sfila davanti le saracinesche abbassate e tappezzate coi manifesti neri a lutto.
«Il centro storico si spegne», si legge, «l’amministrazione deve capire che anche le nostre attività sono la luce della città». In pochi minuti i manifestanti raggiungono palazzo San Francesco, per essere ricevuti in aula consiliare dagli assessori al Commercio Cristian La Civita, all’Urbanistica Antonio Angelone e dal sindaco Annamaria Casini. Presenti in aula – tra gli altri – il presidente Katia Di Marzio, i consiglieri di maggioranza Fabio Pingue e Roberta Salvati, di minoranza Fabio Ranalli ed Elisabetta Bianchi. Dopo una ricognizione delle associazioni presenti per meglio organizzare gli interventi apre la lunghissima e accesa assemblea Paola Ammazzalorso, presidente dell’associazione “Sulmona fa centro”, che ha promosso l’iniziativa assieme ai sodalizi di piazza Garibaldi e di corso Ovidio sud, oltre che con la Cna (che ha appoggiato la protesta a differenza di Confesercenti e Ascom).
«Noi siamo qui perché non siamo alla frutta, ma peggio», dice Ammazzalorso, «bisogna riportare gli uffici, riaprire scuole e palazzi storici in centro. Ci sono state tante proposte e promesse, ma niente di concreto e il centro storico sta morendo. Una risposta dal sindaco e dalla giunta non l’abbiamo avuta e poi si parla di turismo, con Giostra cavalleresca e Madonna che scappa in piazza organizzate tra le transenne perenni di piazza Garibaldi e dell’Annunziata. La nostra vuole essere un’iniziativa apolitica e apartitica».
Sull’annosa questione della Ztl, la platea si infiamma tra applausi e grida. «Noi chiediamo l’apertura dal lunedì al venerdì fino alle 18 in inverno e fino alle 24 in estate», interviene Antonio Cinque, segretario dell’associazione “Sulmona fa centro”, «con la pedonalizzazione totale in caso di eventi particolari. Le nostre sono proposte semplici e poco onerose». L’assenza di servizi, uffici e scuole resta uno dei capisaldi della protesta. «Oggi abbiamo una città proiettata all’esterno coi giovani che non sono abituati a frequentare il centro storico. Non ci sono lavori in corso o elementi che facciano pensare a una ripresa», aggiunge Franco Ruggieri, membro della Cna e dell’associazione. «Non siamo all’anno zero», prova a mediare il sindaco dando appuntamento per martedì in commissione ai commercianti che vanno via amareggiati e delusi.
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