In provincia sono 1.200 i posti disponibili

14 Giugno 2018

Il piano prevede un migrante ogni 255 abitanti in 24 strutture. Nel 2018 più che raddoppiata la spesa 

L’AQUILA. Sono 24 le strutture dislocate sul territorio della provincia dell'Aquila che ospitano 1.016 migranti. Sulla carta il territorio provinciale conta una disponibilità di 1.200 posti per gli stranieri. Ciò viene stabilito nel Piano nazionale di riparto dei richiedenti asilo e dei rifugiati ed equivale a un profugo ogni 255 abitanti. Cifre che, però, variano in base agli sbarchi effettivi e alle necessità che il governo si trova a dover fronteggiare. Si è passati da 6 milioni di euro impegnati nel 2017 ai 15 milioni del 2018 per le associazioni che si occupano dei richiedenti asilo. Vengono stanziati quindi 35,03 euro al giorno per ciascun migrante di sesso maschile e anche di più per donne con bambini al seguito. La cifra pro capite giornaliera comprende diverse voci: costo del personale (13,35 euro), costo kit di ingresso (3,45); pocket-money (2,50), scheda telefonica (0,09), fornitura pasti (11,79), materiali per pulizie e smaltimento rifiuti (0,53), servizio barberia (0,42), servizio lavanderia (0,75), medicinali (0,34), trasporto (1,28), messa a disposizione struttura (0,53). La prefettura dell’Aquila nel 2017 ha indetto una gara aperta, volta alla conclusione di un accordo quadro, per gestire e affidare l’accoglienza a più operatori economici della provincia. Erano 28 le istanze di partecipazione alla gara, di queste solo la metà sono state ammesse dalla commissione giudicatrice che ha esaminato la documentazione prodotta dai concorrenti. Tredici i Comuni che in passato hanno manifestato l’intenzione di aderire al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati in una o due sedi, in relazione alla conformazione e al rapporto demografico del territorio. Il limite massimo previsto è di 374 migranti. I comuni sono Alfedena, Barrea, Castel di Sangro, Pescasseroli, Scontrone, Roccaraso, Ateleta, Civitella Alfedena, Opi, Pescocostanzo, Rivisondoli, Rocca Pia e Villetta Barrea. Nel comune di Sante Marie, invece, che pure ha già manifestato l’intenzione di avviare un progetto Sprar, e dove è presente una struttura temporanea di accoglienza con 12 posti, non potranno essere assegnati richiedenti protezione internazionale per un numero superiore. Infine in passato hanno presentato la propria candidatura Anversa degli Abruzzi, Cerchio, Fontecchio, Fossa e Poggio Picenze, con un massimo di dieci persone. Tutta l'accoglienza viene gestita dalla rete degli Enti locali che, con il concorso delle realtà del terzo settore, accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per la realizzazione dei progetti di accoglienza. Questo sistema ha rivoluzionato l'accoglienza dei profughi in Italia. In primo luogo perché per la prima volta si è iniziato a pensare e a programmare in termini di sistema, in secondo luogo perché l’accoglienza è uscita dalla dimensione privata per entrare in quella pubblica.(p.g.)
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