In salvo la pianta rara che cresce solo qui

La botanica del Parco Gran Sasso-Laga, Daniela Tinti, raccoglie i semi della “Genista pulchella”
L’AQUILA. Quando brucia un bosco si fa un po’ come dopo un terremoto, si cercano i sopravvissuti e si mette in sicurezza tutto ciò che è possibile. Ieri mattina, sul fronte della lotta all’incendio che sta distruggendo la pineta di Arischia, c’era anche la botanica del Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga, Daniela Tinti. Scortata e supportata dai carabinieri forestali per la Biodiversità (una specializzazione di cui si parla poco, ma che è fondamentale per tutelare e salvare piante a rischio estinzione), Tinti si è letteralmente arrampicata sui costoni lungo la statale 80 per andare a cercare una pianta in particolare, la Genista pulchella subspecie aquilana. È una ginestra rarissima. Cresce infatti solo sul Gran Sasso e in particolare nella zona dove c’è la pineta di Arischia. Non si trova in nessun’altra parte del mondo. Sul sito Internet del Parco c’è una dettagliata descrizione e si sottolinea il fatto che, se non protetta e salvaguardata, potrebbe estinguersi. Ieri, Daniela Tinti, che conosce a menadito tutte le piante presenti nell’area Parco, ha cercato, e trovato in più punti la “Genista pulchella subspecie aquilana”. “Armata” di un barattolino di vetro, ha raccolto con grande cura e perizia i semi che saranno conservati e utilizzati alla bisogna. Già negli anni scorsi alcuni semi erano stati inviati al Centro nazionale per la biodiversità di Pieve Santo Stefano.
Daniela Tinti ha fondato, quasi venti anni fa, il Centro di ricerche floristiche dell’Appennino che si trova a Barisciano, nell’ex convento di San Colombo nel quale si possono visitare l’orto botanico, l’erbario (una collezione di piante pressate ed essiccate, conservate in condizioni controllate di umidità e temperatura), gli erbari storici risalenti al 1800, la biblioteca con migliaia di titoli tra guide, monografie e riviste specialistiche e divulgative e la banca dati della flora italiana.
L’orto botanico, che ha diverse sezioni (Giardino delle piante officinali, Giardino del piccolo parco, sentiero “Nella selva dei frati”), è nato con l’intento di offrire una panoramica della flora, degli ambienti e dei paesaggi del Parco, in particolare della catena del Gran Sasso. Sono riportati gli ambienti e i tipi di vegetazione caratteristici del Gran Sasso e le colture agrarie che storicamente appartengono e caratterizzano il territorio. (g.p.)
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