In tanti per l’ultimo saluto all’ex primario Cipriani

SULMONA. C’erano tante persone ieri pomeriggio a dare l’ultimo saluto a Giancarlo Cipriani, l’ex primario di Rianimazione dell’ospedale di Sulmona, reparto dove il medico è morto sabato sera, a causa...
SULMONA. C’erano tante persone ieri pomeriggio a dare l’ultimo saluto a Giancarlo Cipriani, l’ex primario di Rianimazione dell’ospedale di Sulmona, reparto dove il medico è morto sabato sera, a causa degli effetti collaterali provocati dal Covid-19. Dietro la bara il dolore della moglie Antonella che stringeva tra le mani un piccolo peluche donatole dal marito. Nella chiesa di Santa Maria della Tomba, dove il parroco don Ramon Peralta ha celebrato il rito funebre, c’erano anche tanti ex colleghi, tutti affranti per la scomparsa di un medico “davvero speciale”. Nella sua omelia don Ramon ha ricordato Cipriani paragonandolo al buon samaritano che si era fermato a soccorrere un uomo derubato e morente quando altri, prima di lui, tra i quali un sacerdote, erano passati davanti al ferito tirando dritto. «Giancarlo ha saputo ascoltare la voce di Dio presente particolarmente nei sofferenti e nei malati. Ascoltare la parola di Dio significa chinarsi sul dolore degli altri», ha detto il parroco. «Ho voluto ricordare il passaggio del Vangelo che racconta la storia del Samaritano che avendo compassione ha condiviso il dolore dell’altro proprio perché mi ha ricordato quello che fanno i medici come Giancarlo. Aver ascoltato la voce del dolore è aver ascoltato la stessa voce di Dio che in quel malato chiedeva guarigione. Ecco quale deve essere l’atteggiamento davanti al dolore: non essere indifferenti davanti alle lacrime degli altri che sono anche le nostre. Giancarlo è stato per tutti quelli che hanno avuto le sue cure e la sua voglia di guarire gli altri, il volto del buon samaritano». Al termine del rito funebre il feretro è stato accompagnato fino al cimitero cittadino dove è avvenuta la tumulazione. Giancarlo Cipriani era rimasto contagiato dal Covid-19, dopo la breve degenza nell’ospedale di Pescara dove si era recato lo scorso 13 febbraio per sottoporsi ad alcuni accertamenti. Dopo aver contratto il Covid l’ex primario è stato ricoverato nella “sua” rianimazione di Sulmona ma il quadro clinico, anche a causa di patologie pregresse, risultava già compromesso. Sabato sera le sue condizioni si sono aggravate e in poche ore il suo cuore ha cessato di battere. (c.l.)

