In tenuta da mare sul Corno Grande, è polemica sui social

Critiche e proteste per la fotografia di un uomo sulla Direttissima in costume e ciabatte (a volte anche scalzo)
L'AQUILA. Un’immagine di un escursionista completamente scalzo, impegnato sulla Direttissima del Corno Grande con un abbigliamento più adatto alla spiaggia che all’alta montagna, ha acceso nelle ultime ore un forte dibattito sui social. La fotografia, oltre a suscitare stupore e commenti, ha attirato l’attenzione del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo, intervenuto per richiamare gli escursionisti alla massima prudenza. «In queste ore stanno circolando sul web fotografie che mostrano alcuni escursionisti impegnati sulla Direttissima del Corno Grande con un equipaggiamento non adeguato alle caratteristiche e alle difficoltà dell’itinerario», ha sottolineato il Corpo.
L’invito è rivolto a tutti coloro che intendono affrontare itinerari impegnativi: valutare con attenzione le proprie capacità, informarsi sulle condizioni del percorso e utilizzare un’attrezzatura adeguata. La Direttissima, infatti, non è una semplice passeggiata. Il tracciato presenta tratti esposti, passaggi tecnici e terreni che richiedono esperienza, passo sicuro e calzature adatte. Sottovalutare questi elementi può avere conseguenze molto gravi, mettendo a rischio non soltanto la propria incolumità, ma anche quella dei soccorritori chiamati a intervenire in caso di emergenza. L’elevato numero di interventi effettuati dal Soccorso alpino già dall’inizio della stagione conferma un fenomeno sempre più diffuso: molte persone affrontano la montagna senza una preparazione adeguata, attirate da fotografie spettacolari o da itinerari diventati virali sui social network. Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto il Gran Sasso.
Anche nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise si moltiplicano i comportamenti irrispettosi nei confronti dell’ambiente. Si va dalle tende montate in aree dove il campeggio è vietato al superamento di staccionate e barriere, nonostante i divieti. Sempre più frequenti sono anche i tentativi di avvicinare, chiamare, attirare o persino alimentare gli animali selvatici per ottenere una fotografia ravvicinata. «Ci colpisce sempre osservare come quasi tutti, raccontando la propria giornata sui social, scrivano di amare la natura. Poi, però, ci sono le immagini», ha osservato il Parco. La crescente voglia di vivere la montagna e le aree protette è certamente positiva. Ma questi luoghi non sono parchi divertimento né semplici scenari per contenuti da pubblicare online. Sono ambienti delicati, spesso difficili e imprevedibili, che devono essere affrontati con preparazione.
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