In trappola lo spacciatore della movida

Arrestato dalla polizia un giovane residente a Paganica trovato in possesso di 250 grammi di cocaina purissima
L’AQUILA. La squadra Mobile ha stroncato un giro di droga, per lo più cocaina, che dalla centrale dello spaccio situata nei pressi della sede di via Di Vincenzo dell’Ateneo, aveva come punti di riferimento per la cessione alcuni studenti universitari e giovani che comunque popolano la movida. In manette è finito un giovane albanese, residente a Paganica, perfettamente integrato, trovato in possesso di 250 grammi di cocaina purissima.
Il sospettato è Kuitjm Raboshta, 31 anni, contitolare di una ditta che gestisce bar, il quale aveva anche 3.200 euro che sono stati sequestrati in quanto presunto provento di spaccio. Gli investigatori, coordinati dal capo della squadra Mobile, Tommaso Niglio, hanno anche sequestrato delle sostanze da taglio per confezionare dosi pronte per la cessione al dettaglio, quantitativo in grado di produrre un guadagno immediato di 25mila euro.
Le indagini hanno appurato che vi erano dei locali, anche abbastanza noti, diventati punti di riferimento per lo smercio al dettaglio, anche all’insaputa dei loro gestori. Le indagini sono state avviate dagli investigatori in seguito a un’attenta analisi dei dati provenienti dalle contestazioni per possesso di droga per uso personale, elevate a diversi soggetti, nel corso di controlli mirati nel centro storico. Controlli che sono andati avanti per mesi. Ora si sta lavorando per capire la provenienza della droga arrivata all’Aquila, e in particolare, le ramificazioni per la diffusione dello smercio che sembrano considerevoli. L’impressione è che, nel giro di un certo tempo, l’indagine in mano al pm Simonetta Ciccarelli si possa allargare a un consistente numero di persone. Al vaglio della polizia ci sono una serie di piste che inizieranno, per forza di cose, con gli accertamenti sulle frequentazioni e i contatti telefonici del giovane.
Il sospettato è stato portato davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale, Roberto Ferrari, il quale gli ha concesso gli arresti domiciliari dopo un’udienza molto breve nella quale lo straniero è stato assistito dall’avvocato Francesco Valentini. Il giovane albanese, del resto, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Gli investigatori sono rimasti sorpresi da due aspetti: il quantitativo di cocaina purissima, abbastanza ingente, che finora all’Aquila non era mai stato ritrovato. E, ancor di più, il fatto che lo stupefacente fosse nelle mani di una persona incensurata. Questi, al momento, è indagato solo per detenzione a fini di spaccio ma si sta lavorando per verificare se il suo ingresso nel mondo dello smercio sia un fatto episodico o meno.
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