In viaggio ogni giorno coi genitori per inseguire il sogno della musica

Valerio frequenta il Liceo Musicale all’Aquila, ma per lui, diversamente abile, il Convitto non è attrezzato Mamma e papà lo accompagnano a scuola in auto: «Abbiamo bussato a tutte le porte, ma invano»
MAGLIANO DE’ MARSI. Valerio vuole studiare al Liceo Musicale e per aiutarlo a realizzare il suo sogno mamma e papà lo accompagnano ogni giorno all’Aquila in macchina perché il Convitto non può ospitarlo. La passione per la musica è più forte di ogni barriera come ha confermato ieri in occasione dei suoi 14 anni. A dimostrarlo sono mamma Dina Di Bonaventura e papà Massimo Morelli che dai primi di settembre partono tutte le mattine alle 7 e accompagnano il loro ragazzo al Liceo musicale dell’Aquila.
Il 14enne, diversamente abile, al momento della scelta della scuola superiore da frequentare aveva espresso il desiderio di proseguire gli studi al liceo del capoluogo. I genitori, in occasione dell’open day, si sono subito attivati per chiedere se potesse essere anche ospitato al Convitto in modo da non doverlo accompagnare ogni giorno da Magliano all’Aquila e gli era stato assicurato che ci sarebbe stata una stanza adeguata per accoglierlo.
Valerio, pur essendo autonomo, per i lunghi spostamenti deve utilizzare la carrozzina e andare ogni giorno a scuola con il bus non sarebbe stato possibile.
«In un primo momento ci era stato assicurato che Valerio poteva frequentare il Convitto», raccontano Dina e Massimo che hanno altre due figlie di 16 e 10 anni. «Poi, invece, poco prima che iniziasse la scuola, ci hanno avvertito che non era possibile. Abbiamo iniziato a bussare a tutte le porte, abbiamo scritto al Convitto, alla Provincia dell'Aquila, alla Regione Abruzzo, al Provveditorato. Anche al presidente della Repubblica. Niente, non c'è stato nulla da fare».
Secondo quanto spiegato dai dirigenti del Convitto nazionale “Domenico Cotugno” dell’Aquila «la struttura e il personale educativo in servizio non riescono a garantire logistica, vigilanza e tempi necessari a tutelare il benessere e la sicurezza cui il ragazzo ha diritto».
In una delle tante note indirizzate alla famiglia Morelli è stato evidenziato che «il convitto è su due piani, l’ascensore è un montacarichi ed è stato realizzato all’esterno, gli spazi comuni – sala biblioteca/tv, aula studio e digitale, aula ludico/ricreativa e aula musica – sono situati al primo piano, accessibile tramite scale; le camere sono a due letti con un bagno interno non attrezzato per ragazzi con disabilità». Nonostante il diniego del Convitto mamma Dina e papà Massimo non se la sono sentita di infrangere il sogno di Valerio.
«Lo accompagniamo ogni giorno a scuola», concludono i genitori, «come possiamo impedirgli di frequentare il Liceo dove ha sempre sognato di studiare? Facciamo tanti sacrifici e ci aspettavamo dalle istituzioni, a partire da quelle scolastiche, un sostegno perché non possono esistere studenti di serie A e studenti di serie B. La sua tenacia andava premiata. Se non ci penseranno le istituzioni ci penseremo noi».
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