Inaugurato il nuovo acceleratore La Asl: «Permette cure più veloci»

Il macchinario consentirà il trattamento del 60 per cento in più di pazienti riducendo le liste d’attesa L’assessore regionale Verì: «Lotta più efficace al tumore con questa strumentazione all’avanguardia»
L’AQUILA. Una precisione «estrema» nella cura dei tumori e una maggiore velocità nelle sedute. Queste le caratteristiche del nuovo acceleratore Elekta Versa Hd di ultima generazione, inaugurato nel reparto di Radioterapia oncologica dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Si tratta del secondo acceleratore in dotazione al reparto. Secondo la Asl, i due macchinari permetteranno il trattamento di 800 pazienti l’anno, a fronte dei 500 del 2022. Un incremento del 60 per cento. L’acceleratore, inoltre, ha una velocità di esecuzione così elevata che può erogare le dosi necessarie al trattamento in un terzo del tempo attualmente impiegato e, in alcuni casi, è in grado di farlo anche in 2-3 minuti. «Con evidenti ricadute sulle liste di attesa e sulla garanzia di tempestività con cui i malati di patologie possono accedere al diritto alla salute», sottolinea il presidente della Regione, Marco Marsilio, presente all’inaugurazione insieme all’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, al consigliere regionale Massimo Verrecchia, al direttore generale della Asl 1, Ferdinando Romano, al rettore dell’Università dell’Aquila, Edoardo Alesse e al direttore di Radioterapia oncologica, Giovanni Luca Gravina. Per il nuovo acceleratore, di ultima generazione e in dotazione soltanto nei centri con tecnologie più avanzate, sono stati investiti circa 3 milioni di euro (compresa la sala bunker in cui è stato collocato). Di questi, circa 2,2 milioni sono stati messi a disposizione dal ministero della Salute, con i restanti 720mila euro provenienti dal bilancio della Asl. Tutta la procedura - appalto, aggiudicazione, montaggio e collaudo - è stata portata a termine in tempi record: i lavori sono iniziati a luglio 2022 e il collaudo è stato ultimato a novembre. Lo scorso 26 gennaio il macchinario ha iniziato l’attività clinica con il trattamento del primo paziente.
«Si tratta di strumentazione all’avanguardia che consente di trattare le patologie oncologiche con precisione ed efficacia con una terapia più appropriata, tecnologie avanzate e una velocità di esecuzione elevatissima», evidenzia l’assessore Verì. «Sarà non solo possibile una più efficace lotta al tumore, e ridurre gli effetti collaterali», aggiunge il direttore generale Romano, «ma anche trattare più pazienti in meno tempo riducendo i tempi di attesa». Il professor Gravina ha rimarcato la grande accuratezza dell’acceleratore nel colpire il bersaglio, «tanto da poter essere utilizzato anche nella cura di patologie tumorali molto complesse». Lo strumento è inoltre dotato di un sistema che consente, prima di sottoporre al trattamento il paziente, di posizionarne al meglio il corpo e correggerne automaticamente gli spostamenti grazie a un lettino robotizzato. Soddisfatto anche il sindaco Biondi: «Il nuovo acceleratore di radioterapia oncologica rappresenta un investimento importante, soprattutto per la comunità locale, perché migliora e raddoppia le capacità di cura verso i malati oncologi. La battaglia per la Pet-tc fissa nel reparto di medicina nucleare del nosocomio aquilano è stata vinta, siamo sulla buona strada per il rinnovo degli organici, il piano di riordino per la rete ospedaliera è alle battute finali e rimette finalmente al centro il ruolo degli ospedali grazie al proficuo confronto tra enti. Con l’acceleratore precedentemente utilizzato - spiega l’azienda sanitaria - sono stati trattati «500 pazienti per circa 12.000 prestazioni». Ben 250 quelle di brachiterapia (sorgente di radiazioni collocata all'interno o vicino alla zona da trattare) per patologie oncologiche in prevalenza ginecologiche e dermatologiche, comprese quelle in zone particolarmente a rischio quali il viso e della zona cutanea perioculare.
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