Incendio devasta l’Iperortaggi Danno di 5 milioni, si teme il dolo

27 Gennaio 2021

Rogo divampato nel capannone dello stoccaggio che contiene celle frigorifere e prodotti agricoli L’imprenditore Covone, ex presidente della squadra di calcio: «Mai ricevuto minacce, riapro subito»

LUCO DEI MARSI. In fumo uno stabilimento di ottomila metri quadrati con celle frigorifere e prodotti agricoli. Ingenti i danni che da una prima stima si aggirano sui 5 milioni di euro. Il vasto incendio si è sviluppato nella notte tra lunedì e martedì nella storica azienda di prodotti ortofrutticoli Iperortaggi, nel comune di Luco dei Marsi, sulla strada Circonfucense. «Non ho mai ricevuto minacce né avuto problemi con nessuno», ha commentato il proprietario Domenico Covone, che negli anni ‘90 è stato anche presidente del Luco calcio, «non ci spieghiamo cosa possa essere accaduto».
IL ROGO. L’incendio è scoppiato intorno alla mezzanotte. I primi a lanciare l’allarme sono stati i carabinieri che stavano pattugliando la zona e che hanno allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Avezzano. Le fiamme si sono alzate fino a raggiungere alcune decine di metri di altezza, alimentate dal gran quantitativo di materiale da imballaggio presente in azienda. A dar man forte ai vigili del fuoco di Avezzano, anche squadre arrivate dall’Aquila e dal distaccamento di Sulmona, nonché i vigili volontari di Carsoli e del Comando di Frosinone. Sono state eseguite attività di contenimento e bonifica dell’incendio, che ha provocato il collasso della struttura, cui seguiranno nelle prossime ore quelle di messa in sicurezza dell’intera area. All’interno dei capannoni c’erano numerose celle frigorifere di grandi dimensioni. Proprio da quest’area si sarebbe propagato il rogo.
LE INDAGINI. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del nucleo operativo di Avezzano, coordinati dal comandante Bruno Tarantini, che hanno avviato le indagini, e i vigili del fuoco del Niat (Nucleo investigativo incendi territoriale). L'inchiesta – il sospetto è che si tratti di un incendio doloso anche se al momento si stanno valutando tutte le ipotesi – è stata affidata al sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano Lara Seccacini. I carabinieri, sulla scorta della relazione che verrà stilata dal Niat, potranno avere un quadro più chiaro della situazione. E in tal senso i militari della compagnia di Avezzano, guidata dal capitano Luigi Strianese, stanno raccogliendo i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona dai quali potrebbero spuntare elementi utili ai fini dell’inchiesta.
MAI MINACCE. «Sono andati distrutti 8mila metri quadri. Un enorme fabbricato con celle frigorifere con all’interno un’ingente quantità di prodotti agricoli», ha spiegato il patron dell’azienda, Domenico Covone. «Non sappiamo valutare il danno economico, ma il centro di confezionamento si è fortunatamente salvato, soprattutto grazie al lavoro dei vigili del fuoco. Sono stati tempestivi e professionali. Se non fosse stato per loro i danni sarebbero stati molto più ingenti. Ho saputo di quello che stava accadendo quando mi è arrivata una telefonata dei carabinieri che hanno avviato la macchina degli interventi. In tanti anni di attività è la prima volta che accade una cosa del genere», ha aggiunto Covone, «non ho mai avuto alcun tipo di problema e sono 40 anni che gestisco questa azienda. Non ho mai ricevuto minacce né avuto discussioni con chicchessia. Le porte della nostra azienda sono sempre aperte a tutti, non abbiamo bisogno di barricate e non è mai mancato niente, neanche una patata o uno strumento di lavoro. Non ci riusciamo a spiegare quello che è accaduto. Possiamo pensare a un cortocircuito di qualche frigorifero visto che alcuni sono in funzione da un po’ di anni». Nonostante gli ingenti danni, Covone ha assicurato che la produzione riprenderà in tempi record. «Già da domani (oggi per chi legge), saremo operativi nella parte del confezionamento. La parte dello stoccaggio invece dovrà essere completamente ricostruita».
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