Inchiesta Celano, veleni in giunta «Morgante libera di andarsene»

23 Ottobre 2018

Il sindaco Santilli contro l’assessore che ha chiesto di far dimettere subito gli amministratori indagati «Non rappresento un organo inquirente, non si può gridare solo ora ai princìpi di onestà»

CELANO. «L’assessore Morgante è libera di prendere le distanze da questa amministrazione». Che equivale a dire: può andarsene. Parla così il sindaco di Celano, Settimio Santilli, dopo le dichiarazione di uno dei membri più rappresentantivi dell’esecutivo cittadino. La Morgante, con deleghe a Istruzione e Cultura, si era detta imbarazzata e aveva chiesto al sindaco di far dimettere i rappresentanti dell’amministrazione indagati, ovvero il consigliere con delega ai Lavori pubblici, Filippo Piccone, e l’assessore Barbara Marianetti. L’inchiesta è quella su presunte anomalie che riguardano appalti pubblici (a cominciare dalle scuole) e incarichi affidati dal Comune.
Indagine avviata dalla Procura di Avezzano e che a più riprese ha portato in municipio i carabinieri del nucleo investigativo diretti dal maggiore Edorardo Commandè. Nell’ultima ispezione un’impiegata del Comune è stata denunciata per favoreggiamento perché, stando all’accusa, ha tentato di manomettere dei file da un computer. Un’indagine che ha creato tensione nella maggioranza Santilli. Dopo settimane, il sindaco rompe il silenzio – cosa già fatta da Piccone nei giorni scorsi – e replica in modo netto alla Morgante. «Il sindaco non rappresenta un organo inquirente, né giudicante», sostiene Santilli, «io stesso mi sono messo a disposizione degli inquirenti mercoledì scorso, come già accaduto in passato per altre vicende, perché questi devono essere messi nelle condizioni migliori di fare il proprio lavoro e dovere. Se l’impiegata in questione ha sbagliato, in buona fede o in malafede, con leggerezza o consapevolezza, avrà modo di dimostrarlo nelle opportune sedi, come gli è stato più volte ripetuto dagli stessi carabinieri. Non è giusto e non è corretto gettare però la croce addosso a lei, a chi è indagato, o magari a chi lo sarà, e gridare solo ora ai principi di trasparenza e onestà, non lo accetto. L’avviso di garanzia serve a tutelare per prima cosa la persona accusata. Purtroppo, c’è un’interpretazione errata dell’avviso di garanzia, che non è frutto della magistratura, ma della politica stessa che ne fa un uso cinico, distorto e spietato, a seconda dei casi, e questa ahimè è l’ennesima dimostrazione. Non accetto i distinguo quando le cose non vanno per il verso giusto, quasi a voler far intendere di anime pie da un lato, e di cialtroni dall’altro. Finché l’amministrazione ha dato dimostrazione alla città di quel che è capace di fare, con fatti evidenti e conclamati, era onesta e retta, andavano bene amministratori, dirigenti e dipendenti comunali, ora alle prima difficoltà, al momento di accertamenti dovuti e legittimi, buttiamo tutti al mare?».
Quindi l’affondo all’assessore della sua giunta: «Non capisco l’esternazione dell’assessore Morgante che è libera di trarre le sue conclusioni e di prendere le distanze da questa amministrazione quando e nelle forme che riterrà più opportune, eventualmente me ne dispiacerà, e molto, perché la stimo e rispetto moltissimo perché rappresenta una risorsa validissima per Celano e per l’amministrazione. La mia intenzione sarà sempre di mantenere il gruppo unito e compatto e questo farò fino alla fine del mio mandato, con dignità, orgoglio e umanità, insieme a tutti i miei colleghi e impiegati. Nessuno nel Comune di Celano ha rubato e sono convinto che la mia amministrazione, intesa in toto, avrà modo di dimostrarlo, ma ribadisco la piena fiducia, tanto nella magistratura, quanto nei colleghi e negli impiegati e dirigenti comunali. Abbiamo fatto tutti sempre gli interessi del nostro Ente. Bisogna ritrovare la giusta serenità e lucidità nel lavoro, serpeggiano tensione e ansia che spesso possono portare anche a sbagliare inconsapevolmente, perché il clima non è dei migliori, ma se ne viene fuori tutti insieme, lavorando a testa bassa e con ancora più attenzione, professionalità e responsabilità. A nessuno deve balenare minimamente in mente in Comune di ostacolare o compromettere l’attività della magistratura, ma l’amministrazione deve continuare a portare avanti il suo programma per far crescere Celano nel rispetto di regole e leggi. È e sarà solo la magistratura l’organo deputato ad accertare se qualcuno ha sbagliato o meno», conclude Santilli, «e se qualcuno lo ha fatto è giusto che venga giudicato e, nel caso, punito, ma nelle sedi opportune e non di certo dal sindaco o da chiunque dell’amministrazione».
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