Inchiesta sulle chiese, emesse nuove misure cautelari

10 Luglio 2014

L’AQUILA. Nuove misure cautelari con uno stop professionale di 2 mesi per 3 dei 18 indagati nell’inchiesta «Betrayal» della Procura della Repubblica su presunte tangenti nella ricostruzione...

L’AQUILA. Nuove misure cautelari con uno stop professionale di 2 mesi per 3 dei 18 indagati nell’inchiesta «Betrayal» della Procura della Repubblica su presunte tangenti nella ricostruzione pubblica dei beni culturali danneggiati dal sisma, che lo scorso 17 giugno ha portato a 5 arresti al termine di 2 anni di indagini del nucleo di polizia Tributaria della Guardia di finanza e della polizia.

Sono tre distinte ordinanze con misure cautelari che impediscono agli indagati di andare al lavoro.

Si tratta di un funzionario pubblico, Giuseppe Di Girolamo, dipendente della direzione regionale dei Beni culturali, responsabile unico del procedimento (Rup) nei principali cantieri citati nell’inchiesta e uomo di fiducia dell’allora vicecommissario Luciano Marchetti, e di due professionisti: Vincenzo Altorio, titolare della ditta «Automitica officina multimedia Abruzzo», coinvolto nel sito Internet «fantasma» da 40mila euro dello stesso vicecommissario, e Fausto Anzellotti, rappresentante della Solaspe spa, ditta impegnata nella ricostruzione.