Incubo cinghiali, danni e proteste

30 Aprile 2015

Castel di Ieri, distrutto un campo di 4 ettari appena seminato. Un agricoltore: «Pronti ad andare via»

CASTEL DI IERI. L’incubo cinghiali in Valle Subequana torna puntuale come ogni primavera. Decine di animali stanno assaltando i campi depredando i semi delle colture. Come a Castel di Ieri, dove in una sola notte sono spariti circa 4 ettari ceci. I semi erano stati messi nel terreno. Poi lo stesso appezzamento era stato sottoposto al passaggio di un rullo per indurire la terra e magari renderla più resistete al muso degli ungulati. L’espediente, però, non ha dato i suoi fritti, tanto che nell’arco di qualche ora i cinghiali hanno scavato e mangiato tutto. «Ormai siamo a un bivio», lamenta l’agricoltore Gianni D’Alessandro, «o ci danno la possibilità di lavorare la terra o andiamo via e facciamo spazio ai selvatici. Ci dicessero quali soluzioni sono state messe in atto, visto che di nuovo ci troviamo in questa deprecabile situazione». Il messaggio è rivolto a Provincia e Parco regionale Sirente Velino. Enti preposti per la gestione della fauna selvatica. In particolare, proprio dal Sirente Velino sono in corso le attività per la sistemazione di gabbie per la cattura di ungulati. Le gabbie dovrebbero essere posizionate e gestite anche con il contributo degli agricoltori. Le gabbie stando alle esperienze maturate in altre regioni, riuscirebbero a catturare molti più capi rispetto agli abbattimenti selettivi. Una soluzione che di conseguenza potrebbe portare anche alla riduzione dei circa 200mila euro di fondi investiti per pagare i danni che la fauna selvatica arreca agli agricoltori del territorio. Intanto, resta il problema dei cinghiali che scorrazzano tra i campi coltivati depredando semi e aggravando la crisi del settore.

Federico Cifani

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