Incubo energia e vetrine al buio: tante imprese a rischio chiusura

I commercianti infuriati pronti a portare in piazza le bollette e si organizzano per tagliare i consumi L’allarme della Cna: «A fine 2021 il 7% delle aziende ha chiuso, adesso la percentuale è raddoppiata»
AVEZZANO. Vetrine spente, frigoriferi staccati e commercianti pronti a portare le bollette in piazza. La città sta reagendo così al caro energia e al caro gasolio che stanno mettendo in ginocchio imprese e famiglie. Presto il Comune di Avezzano convocherà le associazioni di categoria per capire se ci sono delle ipotesi di sostegno da mettere in campo. Nel frattempo però in molti stanno organizzando per tagliare le spese trovando soluzioni alternative.
Vetrine al buio
«Sta tornando in voga il vecchio detto delle nonne che ci dicevano: “spegni la luce che si consuma”», ha commentato il presidente di Confcommercio Avezzano, Giuliano Montaldi. «Ormai, camminando per la città, ci si rende conto di come i commercianti stanno reagendo a questa situazione. Tante vetrine che fino a mezzanotte rimanevano accese ora vengono spente quando si abbassa la saracinesca. A mio avviso la città si spegnerà nei prossimi mesi sempre di più perché non si vede altra soluzione. Quando le attività al dettaglio, non alimentari, accenderanno i riscaldamenti e insieme con il cambiamento dell’orario le luci resteranno accese più ore tutto precipiterà. Se poi si troverà un accordo al livello internazionale sul conflitto bellico in corso potrebbe tornare una ventata di positività e le cose non escludo che potrebbero cambiare».
Commercianti in ginocchio Ad Avezzano e nella Marsica i commercianti stanno cercando di tirare la cinghia il più possibile per andare avanti. Qualcuno, come il bar Tiratisù, ha deciso di rivedere l’orario aprendo alle 5 del mattino e chiudendo alle 13. Altri invece hanno deciso di ricorrere alle lampadine a led e di smorzare le insegne. «La problematica maggiore che stiamo registrando è quella relativa all’aumento delle bollette dell’energia elettrica che è fondamentale per alcune attività», ha evidenziato il presidente Confartigianato imprese Abruzzo, Lorenzo Angelone, «i commercianti cercano di risparmiare il più possibile. In particolare le piccole aziende cercando di spegnere tutto ciò che consuma energia tipo le insegne, qualcuno il frigorifero in più, altri le vetrine. Però non basta, in tanti ci dicono anche di voler portare le bollette in piazza annunciando di non essere intenzionati a pagare più. Ma non è sicuramente questa la soluzione». La situazione diventerà ancora più allarmante, come pronosticato dai rappresentanti delle associazioni di categoria, a partire dal prossimo mese. Quando le attività al dettaglio saranno costrette ad accendere più luci per il cambio di orario e i riscaldamenti troveranno serie difficoltà a tirare avanti.
La proiezione
«La Cna ha condotto un’indagine tra le imprese aderenti, traendo conclusioni a dir poco allarmanti», ha affermato il direttore della Cna di Avezzano, Fabrizio Belisari, «le aziende a rischio chiusura per il caro energia a fine 2021 sono pari al 6,8%. Il 10,6% ha invece deciso di ridurre la propria attività. Questi sono solo i dati a fine 2021, nel 2022 la situazione peggiorerà. Fino ad ora abbiamo assistito a un raddoppio di quelle percentuali: il 13,6% non può proseguire la propria attività; il 21,2 % è costretta a ridurla. Oggi più che mai è necessario un intervento in grado di calmierare, di rassicurare e di offrire una prospettiva ai nostro artigiani e piccoli imprenditori. Ma va fatto subito se si vuole scongiurare un impatto socio economico devastante a livello di sistema Paese. Come Cna stiamo chiedendo il mantenimento e il rafforzamento dei crediti d'imposta sui maggiori costi di energia e gas, ma anche il sostegno all’autoproduzione attraverso l’introduzione di un credito d’imposta per l’installazione di impianti da fonte rinnovabile, pari al 50% delle spese sostenute per l’installazione, la riforma della bolletta con l’estrazione, almeno parziale, degli oneri generali di sistema e la riforma del mercato elettrico e del gas. A livello locale bene fa il Comune di Avezzano, a nostro avviso, a prevedere un fondo di aiuti e sostegno alle imprese per l’abbattimento di una parte dei costi legati all’energia. Cna chiese, già a febbraio 2021, un intervento del genere da parte dell’amministrazione, prevedendo ciò che sarebbe successo e che oggi è una triste realtà.
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