Incubo licenziamento per 17 dipendenti

L’AQUILA. Un’operazione di acquisizione da 125 milioni di euro. Poi, dopo pochi mesi, l’incubo dei 17 licenziamenti. E la corsa per salvare i posti di lavori, con le istituzioni mobilitate. Ma gli ex...
L’AQUILA. Un’operazione di acquisizione da 125 milioni di euro. Poi, dopo pochi mesi, l’incubo dei 17 licenziamenti. E la corsa per salvare i posti di lavori, con le istituzioni mobilitate. Ma gli ex dipendenti del settore trasporto della Sacci di Cagnano Amiterno, inglobata dalla Cementir Italia, sono ancora in attesa di essere ricollocati. Nessuna notizia dell’accordo che doveva essere sottoscritto dall’azienda, dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Cagnano Amiterno, dato per imminente due mesi fa. La denuncia arriva dalla Filca-Cisl: «Dopo tanti tira e molla, il piano di riorganizzazione interna della Cementir è andato in porto», afferma il responsabile territoriale del sindacato, Pietro Di Natale, «e molti lavoratori sono ancora in attesa di sapere quale sarà il loro futuro. La ricollocazione di una parte dei dipendenti ex Sacci, dello stabilimento di Cagnano Amiterno, è ancora al palo. Sono trascorsi due mesi», aggiunge Di Natale, «da quando si titolava sui giornali che sarebbe stato sottoscritto l’accordo di ricollocazione dei lavoratori posti in procedura di licenziamento collettivo da parte della Cementir srl, che aveva rilevato lo stabilimento della Sacci di Cagnano Amiterno. L’accordo sarebbe dovuto essere stato sottoscritto dalla Cementir srl, dal Comune di Cagnano Amiterno, dalla Regione Abruzzo e dalle organizzazioni sindacali del settore. Invece a oggi», sottolinea il rappresentante della Filca-Cisl, «nonostante i ripetuti solleciti da parte del nostro sindacato, solo una parte dei dipendenti risulta ricollocata nel processo di escavazione della miniera, mentre gli ex dipendenti del settore del trasporto sono ancora in attesa e dell’accordo non si ha notizia alcuna, nonostante le buone intenzioni confermate dalle istituzioni». La vertenza del cementificio Sacci è esplosa la scorsa estate, quando il mancato rinnovo della concessione mineraria da parte della Regione rischiava di far saltare l’operazione di acquisizione dello stabilimento aquilano, a cui era interessata la Cementir Italia, controllata dal gruppo Cementir Holding guidato da Francesco Caltagirone. Dopo la protesta dei lavoratori e l’intervento delle istituzioni locali, la Regione ha approvato il provvedimento con cui si proroga per altri 30 anni la concessione “Aterno” e si autorizza l’ampliamento della cava. Sembrava tutto risolto, con circa 200 posti di lavoro salvi tra dipendenti e indotto, quando è arrivata la doccia fredda: 260 licenziamenti in Italia, di cui 17 a Cagnano. Nuova mobilitazione e l’annuncio di un accordo per la ricollocazione di tutto il personale in esubero.
«I lavoratori», conclude Di Natale, «iniziano a perdere la fiducia nelle istituzioni che avrebbero dovuto garantire la sottoscrizione dell’accordo, vanificando le buone intenzioni manifestate dalla Cementir nella sede della Regione Abruzzo e confermate nelle assemblee che si sono svolte presso lo stabilimento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

