Indagò sullo stupro davanti alla discoteca

26 Febbraio 2016

Gli fu consegnata un’onorificenza papale da parte del Vaticano su proposta dell’Arcidiocesi

L’AQUILA. Il nome del colonnello Savino Guarino, 54 anni, pugliese di Trinitapoli, compare ripetutamente in importanti inchieste dei carabinieri. Su tutte l’indagine che ha portato all’arresto con sentenza passata in giudicato di Francesco Tuccia, il giovane campano, ex militare all'epoca dei fatti di stanza all'Aquila, accusato dello stupro ai danni di una studentessa universitaria laziale davanti alla discoteca Guernica di Pizzoli. Tuccia stava per svignarsela ma venne catturato dagli addetti della vigilanza della discoteca con in testa Giuseppe Galli, che salvarono anche la ragazza in fin di vita.

Guarino ha anche coordinato un’inchiesta sullo smercio di cocaina in centro per la quale ci furono diversi arresti.

E, inoltre, le indagini da lui dirette smantellarono un traffico di cocaina che arrivava dalla Repubblica Domenicana. Furono dei carabinieri quando egli fu comandante provinciale, anche le indagini su un paio di omicidi nella Marsica e del duplice omicidio all’Aquila per il quale venne condannato all’ergastolo Burhan Kapplanj.

I carabinieri da lui diretti, infine, collaborarono con la polizia, per il ritrovamento delle reliquie di papa Wojtyla.

Tempo addietro, Guarino ricevette dal Vaticano, su proposta dell’Arcidiocesi del capoluogo, il titolo di Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno, uno degli ultimi provvedimenti firmati da Papa Benedetto XVI. L’Ordine è uno dei cinque vaticani, in particolare un ordine cavalleresco, e l’ingresso viene accordato per il servizio alla Chiesa, per impieghi straordinari, in supporto alla Santa Sede e per il buon esempio nel Paese.

Ora, però, ci sono accuse a suo carico incompatibili con l’onorificenza. Ma i suoi legali sono ottimisti sull’esito della vicenda.

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