Indennità, scontro sugli aumenti

Pratola, in ballo 185mila euro. Botta e risposta tra Margiotta e il sindaco Di Nino
PRATOLA PELIGNA. Viene aumentato lo stipendio del sindaco e degli assessori e la cosa scatena la reazione dell’opposizione. Con una determina firmata alla vigilia di Ferragosto il neo dirigente part-time Angelo Palombizio ha rivisto, così come consente la legge, l’indennità di funzione della giunta municipale stabilendo che il primo cittadino e i suoi assessori dal 2022 al 2024, oltre a quanto finora percepito, incasseranno circa 185mila euro lordi: 100mila euro il sindaco Antonella Di Nino, 45 mila euro il suo vice Nunzio Tarantelli e 40 mila euro i tre assessori Di Bacco, Leone e Cavallaro. «Un atto a beneficio di chi”, evidenzia il consigliere di minoranza di Pratola Città Futura Vincenzo Margiotta, «è da anni che pubblicamente dichiara di non vivere di politica: con 100.000 euro anche se lordi nei prossimi 28 mesi, vivrà eccome di politica». Margiotta invita quindi sindaco e assessori a rinunciare alle indennità e a deliberare che i compensi vadano invece a calmierare gli aumenti dei costi delle bollette, dello scuolabus e della scuola materna, «per molte famiglie oggi diventati insopportabili». Pronta la replica del sindaco: «L’aumento delle indennità per sindaci e assessori è contenuto nell’ultima legge di stabilità. È questo un primo punto evidentemente sfuggito a chi oggi ha scelto di attaccarsi alla solita polemica strumentale», si difende il sindaco. «Le risorse, tra l’altro, sono trasferite dallo Stato ai Comuni e non sono quindi affatto sottratte alla comunità di Pratola», precisa Di Nino. «In una lettera indirizzata il 22 agosto scorso al responsabile del Settore finanziario, dunque molto prima che il Margiotta e poi il Pd locale sollevassero polemiche, nel ribadire la mia precisa volontà di continuare ad utilizzare l’indennità per le attività legate all’azione amministrativa e soprattutto al campo della solidarietà, ho comunicato la scelta di destinare anche la parte corrispondente all’aumento a fini e iniziative di carattere amministrativo e sociale, nelle modalità che saranno individuate di volta in volta».
«Caro sindaco», replica l’altro consigliere di minoranza e segretario del circolo del Pd, Mattia Tedeschi, «per far sì che vi sia una rinuncia della somma che le spetta dovrebbe rimettere la stessa nella disponibilità del Comune e quindi della cittadinanza tutta. Se tale somma rimane nella sua disponibilità poco importa se quei soldi vengano usati per beneficenza o girati chissà a quale collaboratore. Liberissimo, oltre che legittimo, non rinunciare all’indennità ma onestà intellettuale imporrebbe di non raccontare bugie ad una cittadinanza già in difficoltà economica». (c.l.)
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