Infradito non consegnate agli sfollati: in 4 nei guai

15 Settembre 2018

La Corte dei Conti impone il risarcimento di 20mila euro alla Regione Coinvolti i componenti di un’associazione pescarese di protezione civile

L’AQUILA. Per quella partita di infradito mai consegnate (o consegnate soltanto in parte) agli sfollati del terremoto dell’Aquila, in quattro dovranno risarcire in solido la Regione – per l’ammontare di 20mila euro – per danno patrimoniale, oltre agli interessi legali. Così ha deciso la sezione giurisdizionale per l’Abruzzo della Corte dei Conti (Tommaso Miele presidente; Federico Pepe giudice; Gerardo de Marco giudice relatore), che ha inflitto una condanna a carico di quattro persone facenti parte di un’organizzazione di volontariato e protezione civile, «la Modavi Pescara protezione civile (incaricata della gestione di beni destinati alle popolazioni colpite dal sisma dell’Aquila nel 2009)». Franco Giovagnoli, Daniele Marinelli, Dario e Mirko Francano dovranno rifondere alla Regione Abruzzo – in solido – l’importo di 20mila euro a titolo di danno patrimoniale. Inoltre, a carico del solo Marinelli, è stato disposto anche il pagamento, sempre in favore della Regione, di altri 20mila euro a titolo di danno all’immagine, oltre agli interessi legali.
La vicenda giudiziaria contabile ha preso avvio da una denuncia penale, in seguito al ritrovamento, in alcuni mercatini rionali del Chietino e in diversi negozi, tra cui uno a Roccamontepiano, di merce frutto di donazioni destinate alle popolazioni colpite dal sisma. La Procura regionale della Corte dei Conti aveva chiesto una condanna più pesante nei confronti dei convenuti, citati per 81mila euro. Non è stata accolta la domanda di condanna per «danno da disservizio». I giudici hanno respinto la richiesta di condanna a carico di Franco Faccenda. Secondo i convenuti, le calzature, donate dalla Condor trade srl, «non potevano essere materialmente fruite dai destinatari, e pertanto erano da considerarsi rifiuti». Per i giudici, «la sottrazione delle calzature alle finalità preordinate ha determinato un illecito depauperamento di risorse pubbliche». Cessata l’emergenza, oltre la metà delle ciabatte giaceva in magazzino.(cr.aq)
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