Ingegneri e Apindustria chiedono chiarezza

3 Maggio 2020

Ordini professionali, categorie e mondo politico esprimono perplessità sulle modalità di ripartenza

L’AQUILA. Raffica di reazioni all’ordinanza che fa ripartire da domani i lavori nel cantiere più grande d’Europa, con prescrizioni sulla sicurezza che il consiglio comunale vorrebbe più stringenti, dopo il “fuoco amico” sul provvedimento di Biondi da parte della sua stessa maggioranza.
GLI INGEGNERI. Il consiglio dell’Ordine degli Ingegneri detta la sua ricetta: «L’apertura dei cantieri dev’essere necessariamente preceduta da una serie di attività propedeutiche con una corretta attribuzione di compiti e responsabilità; rilevata l’oggettiva impossibilità di riprendere i lavori in questa fase, i necessari tempi di attuazione sono da considerarsi proroga per l’ultimazione dei lavori; va sospesa l’efficacia di ogni provvedimento sanzionatorio connesso ai tempi imposti dalle normative speciali per la ricostruzione; va rispettata la legge 27 del 24 aprile 2020, assimilando il contagio da Covid-19 alla malattia professionale esclusivamente se è accertato che l’avvenimento è accaduto in ambito lavorativo senza alcun dubbio e senza che da parte degli organi preposti al controllo si inneschino automatismi di attribuzioni di responsabilità (amministrativi e penali) a prescindere; servono uno o più comitati, coinvolgendo anche le autorità sanitarie e ispettive, deputati a uniformare le procedure operative e, primariamente, a effettuare visite di controllo preventive e propedeutiche all’attività di cantiere».
APINDUSTRIA. «Nel nome del popolo di Facebook», scrive Massimiliano Mari Fiamma (Apindustria), «la politica aquilana si è ritrovata quasi sulle stesse posizioni sull’ennesima azione condotta a scapito delle imprese coinvolte nella ricostruzione. L’ordinanza calata dall’alto con l’imposizione dei tamponi, della tracciatura degli operai (già presente in prefettura dal 2012 con un protocollo condiviso), dell’assunzione di una responsabilità da parte dei medici competenti e delle committenze è un’autentica vessazione senza alcun risvolto positivo nemmeno per la sicurezza tanto decantata. A 24 ore dalla riapertura si scaricano tutte le paure e le proteste dei social sulle imprese imponendogli tamponi utili solo a sfamare la voglia di sangue dei leoni da tastiera. I complimenti e gli osanna giunti via internet alla mossa del Comune sembrano non tener conto che un operaio negativo a un tampone oggi, dovendo lavorare e interagire in cantiere e fuori, può diventare positivo domani vanificando ogni rilevazione di 24 ore prima».
PEZZOPANE. Per la deputata Pd Stefania Pezzopane «tamponi e test sierologici sono una priorità, si fanno gare milionarie in pochi giorni per l’ospedale Covid a Pescara e ancora non si attrezza con una cifra irrisoria il nostro laboratorio all’interno dell’ospedale all’Aquila. Perché? Un potenziale gioiello, di sinergia tra ospedale e università esce dal dibattito pubblico. Anche all’Aquila è necessaria strumentazione e personale per fare 2.400 tamponi al giorno nella struttura pubblica, per tutti i lavoratori della Sanità e degli altri comparti. In più qui abbiamo la ricostruzione, il più grande cantiere d’Italia e i lavoratori dovrebbero essere monitorati costantemente. Manca il Piano operativo della Regione».
ALTRE REAZIONI. Critiche all’ordinanza di Biondi anche da esponenti di Italia Viva e dai consiglieri Lelio De Santis (Idv-Cambiare insieme), Stefano Albano e Stefano Palumbo (Pd).