Ini, positivo il bilancio della riconversione

Canistro, nel 2018 eseguiti nella casa di cura 1.808 interventi nel campo dell’ortopedia e traumatologia
CANISTRO. «Nel 2018, anno dell’avvento della mono-specialistica in ortopedia e traumatologia sono stati effettuati 1.808 interventi chirurgici in regime convenzionato e 25.170 prestazioni sanitarie nelle altre specialità. Sono numeri che disegnano un bilancio positivo per la casa di cura Ini di Canistro, del gruppo di proprietà della famiglia Faroni».
A fornire i dati è lo stesso Gruppo Ini secondo cui «proprio questi risultati confermano il successo della riconversione in mono-specialistica in ortopedia e traumatologia, imposta dal decreto dell’ex ministro Beatrice Lorenzin, avviata un anno fa. La clinica privata ha però confermato e potenziato, anche con l’acquisto di macchinari all’avanguardia, le sue altre prestazioni di eccellenza, in particolare quelle di urologia, branca storica, ora in regime privato, ma a costi calmierati e competitivi. Un elemento significativo è l’aumento degli interventi negli ultimi tre mesi, con punte durante l’anno che hanno sfiorato quota 200 mensili».
«Al termine del primo anno legato al nuovo corso della nostra struttura, siamo soddisfatti dei risultati ottenuti», spiega il direttore amministrativo, David Massitti, da appena qualche mese alla guida della struttura. «Ci fa ben sperare il buon andamento strutturale degli ultimi mesi dell’anno, un segnale chiaro del fatto che stiamo entrando nel giusto ed efficace assetto organizzativo». Secondo il dirigente, «le nuovissime sale operatorie dotate di sistemi e spazi ampi con tecnologie che aumentano l’asepsi, la sicurezza e la qualità ambientale sia del paziente che degli operatori, hanno fatto diventare la nostra struttura un polo attrattivo per chi ha necessità di chirurgia e assistenza di alto livello. Questo si lega a una politica del Gruppo Ini che ha deciso di fare in modo che, nel pieno rispetto degli accordi regionali, il rapporto tra investimenti privati e contributo del sistema sanitario nazionale porti a un ricavo equilibrato ma con un risultato eccellente e performante. In tal modo la nostra struttura», conclude il direttore amministrativo, «può essere a pieno titolo paragonata alle migliori cliniche private europee».
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