Innesto di cellule staminali salva il piede a una donna

L’ex insegnante rischiava l’amputazione: «Sono tornata a una vita normale» Il medico Di Gregorio: «Ci sono delle eccellenze anche in piccole realtà»
SULMONA. Era ormai senza speranza un’insegnante sulmonese di 68 anni affetta da osteomielite ossea che, per effetto del diabete, nel giro di poco tempo l’avrebbe portata all’amputazione dell’alluce sinistro.
I medici dell’ospedale di Sulmona le avevano dato poche speranze dicendole che ormai era indispensabile per la sua salute, il ricorso all’amputazione del dito.
A ridarle una possibilità e a farle tornare il sorriso è stato il chirurgo dell’ospedale di Castel di Sangro, Panfilo Di Gregorio, 61enne originario di Popoli, specialista in chirurgia rigenerativa, il quale dopo aver visto l’esito degli esami doppler le ha comunicato che non tutto era perduto.
Alla donna il medico ha proposto di sottoporsi a un delicato intervento di innesto delle cellule staminali, come ultima possibilità. «Appena il medico mi ha prospettato questa ipotesi non ho perso un attimo e gli ho dato subito il mio assenso», racconta l’ex insegnante ancora emozionata per quante le è accaduto, «il medico mi ha detto che l’esito dell’intervento non era scontato ma mi sono fidata». L’intervento chirurgico, tra l’altro molto raro (ne vengono fatti una ventina all’anno), è stato portato a termine con successo. Il dottor Di Gregorio, che è promotore del centro di Chirurgia rigenerativa della Asl Avezzano, Sulmona L’Aquila, con ambulatorio sia all’ospedale dell’Annunziata che in quello di Castel di Sangro, ha spiegato che l’operazione avviene con il prelievo di adipociti nel ventre del paziente, che vengono filtrati e innestati nel punto della lesione ossea. L’operazione dura in media un’ora e si conclude con la rimozione della parte infetta. «Da anni mi occupo di questa branca della chirurgia», afferma Di Gregorio, «e sono in frequente contatto con luminari della chirurgia rigenerativa. È importante che anche questi interventi così particolari avvengano in realtà ospedaliere piccole come quelle di Castel Sangro o di Sulmona. Per questo seguo continuamente corsi di aggiornamento e riunioni scientifiche per accrescere le mie conoscenze e porle al servizio dei pazienti».
«Grazie a Di Gregorio, un medico che ama lavorare in silenzio», conclude l’ex insegnate sulmonese, «sono tornata a una una vita normale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

