Inquinamento, condannati in cinque
Un anno ai titolari di una ferramenta e a coloro che li hanno aiutati a scaricare vernici e insetticidi in alcune frazioni
L’AQUILA. La Corte d’Appello ha condannato cinque persone a un anno di reclusione e ammenda (con i benefìci di legge) accusate, in concorso, di aver inquinato diversi siti dopo avervi depositato rifiuti pericolosi come solventi, insetticidi, colori e altri prodotti chimici. Si tratta di Giampiero Staffetti, Eliseo Staffetti, Marilena Staffetti, Mattia Moroni, Domenico Cialfi. Rispetto al primo grado c’è stata una sostanziale conferma, anche se per gli Staffetti va rilevata una lieve riduzione visto si è prescritto il capo B di imputazione, il reato di deposito.
Secondo l’accusa, Giampiero ed Eliseo Staffetti, che gestiscono un’avviata ferramenta, hanno dapprima depositato quel materiale in un magazzino. Essi, poi, con il contributo di Marilena e degli altri due imputati, accusati del trasporto, avrebbero lasciato quei materiali sul suolo comunale. In due terreni a San Giacomo sarebbero stati scaricati molti barattoli di vernice sia pieni che vuoti, ma anche delle bombolette spray. Stesso discorso per l’area ex Sercom a Pagliare di Sassa, Collebrincioni e a Onna, dove sono stati scaricati 4 metri cubi di barattoli pieni e vuoti. Tra l’altro molti di questi barattoli si sono rotti e i liquidi sono penetrati nel suolo. I fatti si sono svolti tra i 2013 e il 2014. Il Comune si è costituito in giudizio tramite l’avvocato Andrea Liberatore, che ha chiesto la condanna dei sospettati parlando di «incuria e generalizzata illegalità» in analogia con la richiesta del Pg, Ettore Picardi. Il Comune chiederà i danni in sede civile anche sulla scorta di una provvisionale di 70mila euro accordata nel precedente giudizio. Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Paolo Vecchioli, Alessandra Spadolini, Iole Maggitti, Francesco Valentini.
Motivazioni entro fine maggio per permettere ai legali il ricorso in Cassazione.
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