Insulti ai napoletani, polemiche alla partita di calcio dei ragazzini

16 Giugno 2022

Il presidente della squadra campana denuncia: «Ad Avezzano ci gridavano: Vesuvio lavali col fuoco» La società biancoverde respinge le accuse. Multata per uno sputo all’arbitro e lancio di bottiglie

AVEZZANO. «Vesuvio lavali col fuoco...». Oppure: «Napoletani di m...». Frasi che, a detta del presidente della Blue Devils di Marano (Napoli), sono state pronunciate da alcuni genitori che assistevano alla partita dei figli. Fatti accaduti, stando a quanto raccontato da Luigi Santoro, numero uno della formazione campana, nel corso di una gara delle rappresentative Under 15 (fasi finali nazionali dilettanti) delle rispettive società. Santoro ha parlato al Mattino di Napoli. «Un ambiente ostile fin dall’inizio, complice una terna arbitrale tutta abruzzese», le parole di Santoro. Alla partita allo stadio dei Marsi assistevano parecchi spettatori, composti principalmente da genitori e parenti dei ragazzi in campo. Secondo il dirigente partenopeo, gli insulti sono iniziati da parte dei sostenitori biancoverdi, tanto da indurre lo stesso presidente a presentare denuncia al termine della gara. Allo stadio sono dovuti intervenire anche i carabinieri. Nel referto arbitrale, però, il direttore di gara non fa menzione di cori razzisti o tali da indurre al fermo della partita. All’Avezzano è stata comminata una multa di 400 euro, perché l’arbitro è stato «raggiunto da uno sputo» e alcuni spettatori hanno «lanciato in campo delle bottigliette di acqua». Alan Ballatore, dirigente del settore giovanile dell’Avezzano, respinge le accuse al mittente: «Ero in panchina ed ero totalmente preso dall’importanza del match, per cui non potevo prestare attenzione a cosa stesse succedendo fuori dal rettangolo di gioco». Ma il responsabile biancoverde tiene a sottolineare che l’ospitalità abruzzese non è mai venuta meno: «Mi sono messo a loro disposizione fin dal primo momento, cercando di non far mancare nulla di ciò che potesse servire, esattamente come facciamo con tutte le squadre che abbiamo ospitato al Dei Marsi; se poi sugli spalti qualcuno ha oltrepassato i limiti della civile convivenza, non posso testimoniarlo, perché mi sono immedesimato completamente in una gara che per entrambi rappresentava il logico coronamento di una intera stagione». Sulla stessa falsariga la dichiarazione di Giovanni Berardinetti, dirigente della Fenice calcio a 5 presente al Dei Marsi: «Il presidente Santoro può dire quello che vuole, ma è stato il suo massaggiatore a scatenare la bagarre, con gesti irriguardosi nei confronti del pubblico e dei giocatori dell’Avezzano. E non sono stati da meno certi loro tifosi in tribuna, prendendo a calci la ringhiera e tutto quello che capitava loro a tiro».
Questi i racconti delle parti. L’impressione è che a perdere sia stato ancora una volta il gioco del calcio. In questo caso con ragazzini in campo.
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