Insulti social alla candidata Capponi. Fratelli d’Italia: “Quereliamo”

Nei giorni scorsi la 51enne, ex commerciante, moglie e madre, ha deciso di annunciare la sua candidatura alle comunali di Avezzano con la lista di FdI. La notizia ha fatto il giro del web e la candidata è stata travolta da un vero e proprio “shitstorm”: commenti offensivi e misogini
AVEZZANO. Attacchi misogini contro la candidata Annamaria Capponi, e dura condanna del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Avezzano. Nei giorni scorsi la 51enne, ex commerciante, moglie e madre, ha deciso di annunciare la sua candidatura al consiglio comunale di Avezzano con la lista di FdI all'interno della coalizione di centrodestra guidata da Alessio Cesareo. Nel giro di pochi minuti la notizia ha fatto il giro del web e la candidata è stata travolta da un vero e proprio shitstorm. «Condanniamo con assoluta determinazione ogni forma di attacco discriminatorio con espressioni gravi che ledono la dignità delle persone», hanno spiegato dal coordinamento cittadino di Fratelli d'Italia, guidato da Pierfrancesco Mazzei, «è particolarmente grave che tali commenti provengano, in molti casi, da profili palesemente falsi, creati al solo scopo di denigrare e diffondere odio sui nostri candidati. Questo modo di agire non solo impoverisce il confronto pubblico, ma rappresenta un comportamento vile e contrario ai principi fondamentali del rispetto e della trasparenza». Il partito ha annunciato che «procederà nelle sedi opportune per tutelare l’onorabilità dei propri candidati, con azioni legali già intraprese, non soltanto nei confronti di coloro che si sono resi responsabili di espressioni misogine e diffamatorie, ma anche verso chi utilizza identità fittizie per colpire nell’anonimato». Dura condanna è arrivata anche da Noi Moderati per voce del consigliere Alfredo Mascigrande, Giuliana Di Pasquale e Matteo Di Genova, responsabile del movimento giovanile. «Gli insulti misogini e sessisti espressi via social alla candidata Capponi si sostanziano in stereotipi della più bieca sottocultura», hanno evidenziato i tre, «più grave è il fatto che i like ai commenti sessisti provengano, nella fattispecie, proprio dal genere femminile. Il genere del disprezzo non può e non deve mai essere usato come arma politica, ne a destra né a sinistra. La violenza politica contro le donne mira ad intimidirle, a escluderle dai processi decisionali che tanto hanno faticato a conquistare. Se una donna sceglie di esporsi pubblicamente non può esserci sempre un prezzo da pagare. Le offese personali sono reato e non hanno nulla a che fare con il confronto politico che gli odiatori seriali, in assenza contenuti propri, tentano di svilire. Auspichiamo che piena solidarietà, considerata la gravità del fatto, venga espressa anche dalla commissione pari opportunità del Comune di Avezzano». (e.b.)

