Sulmona

Saluti romani e svastiche a scuola: cinque contestazioni alla classe

24 Febbraio 2026

Sulmona. Sedici alunni di una terza sono sfilati di fronte al consiglio per fornire spiegazioni sull’accaduto: «Non siamo dei fascisti», hanno ribadito gli indagati. Ma rimane l’ombra di una possibile sfida social

SULMONA. «È stato un gesto repentino e fulmineo. Nulla di programmato. Non siamo piccoli fascisti né condividiamo quei valori». Si sono difesi così, davanti al consiglio di classe del liceo Vico, i sedici studenti di una classe terza per la quale è stato aperto il procedimento disciplinare collegato alla vicenda giudiziaria della foto che li ritrae nell’atto di fare il saluto romano con la bandiera nazista. Cinque dei sedici sono formalmente indagati dalla procura della Repubblica dei minorenni per propaganda e istigazione per motivi di discriminazione razziale. Tutti però sono finito nel mirino degli organi collegiali per eventuali provvedimenti disciplinari. Cinque gli addebiti che vengono contestati alla classe: l’aver violato i principi della Costituzione, l’uso di uno strumento democratico come l’assemblea di classe per l’esposizione di una bandiera che richiama la negazione di ogni libertà, l’aver introdotto nell’ambiente scolastico oggetti potenzialmente pericolosi, l’uso del telefonino per le riprese – vietato dalle disposizioni ministeriali –, e la diffusione di video e foto dal contenuto illecito sulle piattaforme social. Sulla scorta delle contestazioni, gli studenti hanno presentato le memorie difensive. Memorie che ora saranno esaminate dagli organi deputati per l’adozione dei relativi provvedimenti, attesi verosimilmente in settimana. Tra le ipotesi di sanzioni potrebbero esserci le attività di comunità ma anche una sospensione che potrebbe tirare in ballo perfino il consiglio d’istituto se superiore ai 15 giorni. La vicenda richiama tuttavia un disagio educativo.

«Non lo abbiamo fatto con la consapevolezza di condividere e incarnare quei valori. È stato un gioco», si evince dalla una delle memorie depositate. Intanto, sul fronte penale, il procuratore David Mancini ha disposto una perizia tecnico-informatica sui telefoni e ha conferito l’incarico al perito Fabio Biasini. I fatti risalgono al 31 gennaio. Secondo l’accusa, due studenti avrebbero eseguito il saluto fascista, una terza persona avrebbe esposto una bandiera nazista, mentre altri compagni avrebbero collaborato alla realizzazione del video. Il reel sarebbe stato cancellato nel giro di poche ore, ma non prima di essere segnalato all’autorità giudiziaria.

I carabinieri della compagnia di Sulmona, agli ordini del maggiore Toni Di Giosia, avevano sequestrato telefoni e pc in uso agli indagati. A pubblicare l’immagine sarebbe stato un 17enne residente nel comprensorio peligno. Nella sua abitazione sarebbero stati trovati anche alcuni simboli riconducibili alla cultura nazi-fascista, tra cui la stessa bandiera comparsa nella foto. Resta sullo sfondo l’ipotesi della “challenge”, una sfida social lanciata all’interno del gruppo classe. Il giorno prima, secondo quanto emerso, gli studenti si sarebbero accordati per una sorta di gara di oggetti: maschere, cavatappi, bottiglie, t-shirt. Elementi ai quali si sarebbe aggiunta anche la bandiera.