Macellaio morto dopo una colonscopia: l’ultima perizia accusa i medici

Il video desecretato dell’intervento mostra un errore che poi portò all’infezione fatale per il 58enne. L’uomo si sottopose a un’operazione: poi le dimissioni dall’ospedale, i dolori e il decesso
SULMONA. Un errore medico dovuto alla perforazione dell’intestino avrebbe causato una setticemia letale. È un accertamento tecnico preventivo a riaccendere i riflettori sulla morte di Maurizio Corazzini, 58enne macellaio di Sulmona, e riaprire una vicenda che sembrava definitivamente chiusa sul piano penale. Il procedimento si era infatti concluso nel 2023 con l’archiviazione per l’unico medico indagato, Marco Basile, finito sotto inchiesta per omicidio colposo. Nessuna negligenza né imperizia, aveva stabilito il gip del tribunale di Pescara, escludendo responsabilità sanitarie.
LA SVOLTA
Oggi però il quadro cambia radicalmente. Nei giorni scorsi, Matteo Tudini, perito nominato dal giudice civile del tribunale di Pescara, Emilia Salvatore, ha depositato una consulenza che individua nella perforazione intestinale la causa della morte di Corazzini. Una lesione che avrebbe innescato una setticemia tale da determinarne il decesso. Non una semplice complicazione post-operatoria, dunque, ma un errore medico, secondo quanto emerso dall’elaborato peritale. Una valutazione che ribalta non solo l’esito del filone penale, ma anche le precedenti consulenze tecniche. Determinante, in questa fase, è stato un supporto multimediale: un dvd contenente le fasi dell’intervento, inizialmente secretato e recuperato soltanto nei mesi scorsi dall’avvocato del Foro di Sulmona Alessandro Margiotta, dopo ripetute sollecitazioni dei parenti della vittima, che non hanno mai smesso di chiedere chiarezza. L’accertamento tecnico preventivo aprirà ora la strada alla causa civile, con la quale i familiari chiederanno il risarcimento dei danni, sollecitando il tribunale a condannare l’Asl di Pescara.
LA VICENDA
I fatti risalgono al 18 novembre 2019. Corazzini si era recato all’ospedale di Popoli Terme per una colonscopia e la rimozione di un polipo intestinale, un intervento programmato in regime di day hospital. Dimesso la mattina stessa, una volta rientrato a casa aveva accusato forti dolori addominali e il gonfiore di una gamba. Tornato al pronto soccorso di Popoli, i medici ne avevano disposto il trasferimento a Pescara. Il giorno seguente era stato sottoposto a un intervento chirurgico, ma le sue condizioni si erano aggravate fino al decesso, avvenuto l’indomani. Con i nuovi elementi emersi tra il 2025 e il 2026, la vicenda giudiziaria potrebbe non essere ancora conclusa. La procura di Pescara potrebbe valutare la riapertura del filone penale, anche se il tempo stringe: trattandosi di omicidio colposo, il reato andrà in prescrizione nel 2027. Intanto, per la famiglia Corazzini, si riapre una ferita mai rimarginata, a caccia di una verità che ora appare diversa da quella sancita tre anni fa.
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