Pineto

Spaccio di droga nel parchetto, studente di 16 anni ai domiciliari

22 Febbraio 2026

Pineto. È stato bloccato dalle Fiamme gialle mentre cedeva dosi di hascisc a un 17enne del posto. Sequestrati 57 grammi di sostanza stupefacente, denaro e materiale per confezionare le dosi

PINETO. È stato bloccato mentre cedeva droga a un coetaneo ed è stato arrestato per spaccio. A finire nei guai è stato un 16enne di Pineto, trovato con circa 57 grammi di hascisc all’esito di un controllo da parte della Guardia di finanza della tenenza di Roseto proprio nella cittadina costiera.

Il minorenne è stato notato in atteggiamento sospetto dai militari impegnati in attività di controllo del territorio e in modo particolare in servizi di contrasto al traffico di droga in aree sensibili. E proprio in un parco pubblico noto come luogo di spaccio e molto frequentato da giovanissimi, il 16enne è stato fermato mentre scambiava qualcosa con un ragazzo risultato poi essere minorenne anche lui: un 17enne del posto. Dal primo controllo sono saltati fuori subito alcuni grammi di hascisc, confezionati in dosi pronte ad essere cedute a clienti. Venti in tutto quelle trovate e sequestrate. A quel punto i finanzieri hanno proseguito il controllo nell’abitazione del minorenne e qui è stato scovato altro stupefacente della stessa tipologia. Complessivamente sono stati sequestrati 57 grammi di droga, un bilancino, materiale utile a confezionare le dosi e diverse banconote ritenute probabile frutto dell’attività di spaccio.

Il minorenne è stato arrestato e collocato presso l’abitazione dei genitori a disposizione dell’autorità giudiziaria presso il tribunale per i minorenni dell’ Aquila. Il giudice ha convalidato l’arresto applicando la misura cautelare della permanenza in casa prescrivendogli specifici comportamenti da tenere. L’acquirente è stato segnalato alla prefettura di Teramo per violazione del testo unico sugli stupefacenti. Per il comando provinciale della finanza, l’attività di Pineto conferma il «consolidato livello organizzativo dell’attività di distribuzione che si evince dalla quantità dello stupefacente posseduto e dalla necessaria disponibilità di adeguate capacità finanziarie», accertando la presenza, nella zona costiera, «di un’ampia rete di commercializzazione, e di consumo quindi, di stupefacente tra i minorenni».

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