Bettella rialza il Pescara: «Siamo vivi, non molliamo»

Il difensore: «Peccato per la sconfitta, sul gol del 2-1 potevamo fare meglio»
PESCARA. Sì, è vero, una sconfitta, ma onorevolissima, che ha visto un Delfino coraggioso, per nulla timoroso, reattivo e concreto, al cospetto della lanciata capolista. Da Venezia la conferma che i biancazzurri mantengono lo spirito giusto di chi deve combattere per una difficile sopravvivenza. Messa in difficoltà la compagine veneziana, che pure ha confermato di saper giocare la palla con disinvoltura e maestria, da meritata prima della classe. Insomma, qualche rammarico sul risultato, non certo sulla prestazione. «Un grande rammarico perché siamo consapevoli del gruppo che si è creato» sintetizza a fine gara Davide Bettella, che tiene a sottolineare il valore e il momento dei biancazzurri, nonostante i punti stentino ad arrivare.
«Abbiamo bene a mente il nostro obiettivo; ogni partita dirà la sua ma noi metteremo sempre il cuore in campo come abbiamo fatto oggi. Il messaggio che ci siamo detti nello spogliatoio è chiaro: noi siamo vivi e non vogliamo mollare mai», un auto-incoraggiamento sui propri mezzi arrivato nonostante la sconfitta veneziana. Ma non manca l'altra consapevolezza, quella di evitare di commettere errori o avere disattenzioni soprattutto nelle dinamiche individuali, non di reparto. «Dobbiamo stare più attenti, ogni duello è vita o morte», prosegue il centrale biancazzurro. «Avevamo preparato la partita puntando sull'aggressività rivolta ai loro punti di riferimento. Sono stati bravi nel possesso palla, e nel primo tempo abbiamo subìto molto. Rammarico per aver preso il gol del 2-1, potevamo sicuramente fare meglio. Nel secondo tempo siamo entrati in campo con un piglio diverso, e siamo riusciti a ripartire quando ce n'è stata l'occasione. Il Venezia è una squadra forte; prendere un punto sarebbe stato fondamentale per noi, ma ripeto siamo fieri e consapevoli dei nostri valori e della nostra forza». Insomma, grande partita e grande rammarico per non aver portato punti a casa, conclude il difensore del Delfino.
Tra i vincitori, chiara soddisfazione da parte di Andrea Adorante, classe 2000, autore del primo gol del Venezia; la famiglia è di origini abruzzesi, di Guardiagrele, ed il padre Domenico che è stato anche un giocatore del Pescara alla fine degli anni '80. «È stata una partita veramente difficile tra squadre con obiettivi diversi, ma il Pescara ha dimostrato di essere una squadra molto tosta, come aveva fatto capire anche all'andata. Non pensavo venissero a prenderci così alti, alternando poi la pressione. Hanno saputo gestire bene la partita, giocando anche sui nostri errori. Nel primo tempo abbiamo sprecato tante occasioni per chiudere la gara, e nella ripresa abbiamo fatto fatica a creare, ma siamo stati bravi a ribaltare il risultato in nostro favore». Non manca comunque un augurio rivolto ai biancazzurri. «Spero che si riescano a salvare, perché un minimo di Abruzzo ce l'ho anch'io nel cuore».
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