«Intecs licenzia e prende soldi dalla Regione»

3 Dicembre 2017

Ricercatori sul piede di guerra dopo l’annuncio dei beneficiari dei contributi. La Fiom: fatto grave

L’AQUILA. «Una notizia mortificante». Ha destato sconcerto, tra i 68 ricercatori della Intecs, il finanziamento dell’azienda, con fondi pubblici, nell’ambito del bando regionale “Ricerca e Innovazione”, che attinge ai Fesr 2014-2020.
Proprio nel giorno in cui l’amministratore delegato Marco Casucci confermava, al tavolo della Provincia, la volontà di chiudere il laboratorio di ricerca aquilano, licenziando tutti i dipendenti, a Pescara il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli presentava alla stampa i 5 grandi progetti finanziati: tra le proposte, all’interno del “Cyber Trainer”, nel settore dell’Itc e dello Spazio, figura anche quella della Intecs, che partecipa per 723mila euro, di cui 426mila di fondi propri e un cofinanziamento pubblico di 297mila euro.
«Apprendiamo dai giornali», affermano le Rsu e la Fiom provinciale, «che è stato finanziato con fondi regionali un progetto che vede Intecs tra i soggetti proponenti. Riteniamo grave che non sia stato tenuto in considerazione che l’azienda, ai tavoli istituzionali, compreso quello regionale, ha annunciato la chiusura del sito aquilano. È mortificante», sottolineano i rappresentanti dei lavoratori, «leggere che Intecs è parte di un progetto finanziato dalla Regione, considerato che nella stessa giornata la società al tavolo provinciale ha confermato il licenziamento di tutti i ricercatori. Non è accettabile che la Regione, in primis, non ne tenga conto. Come è possibile che siano finanziate aziende che hanno depauperato tecnologicamente il territorio, creando un disastro sociale e occupazionale?».
Poi un’altra considerazione: «Da recenti articoli», hanno aggiunto le Rsu e la Fiom, «emergeva la volontà dell’azienda di licenziare poiché non venivano finanziati alcuni progetti. Cosa dobbiamo pensare? Le istituzioni debbono intervenire per restituire dignità a lavoratori che stanno subendo un licenziamento ingiusto». Il progetto “Cyber Trainer” vede coinvolte, in associazione temporanea d’impresa, la capofila Leonardo, la Reiss Romoli, la Sintau, la G&A Engineering, l’Università e la Intecs, per un investimento complessivo di 7 milioni, di cui 4 provenienti dai privati e 3 come cofinanziamento pubblico. I 68 ricercatori, ai quali prima di Natale verranno recapitate le lettere di licenziamento, subito dopo la riunione in Provincia hanno annunciano di essere pronti a mettere in campo «tutte le azioni tese a riparare l’ingiustizia subita», stigmatizzando l’atteggiamento dell’azienda, «che sta spacciando un omicidio per un suicidio».
Nonostante una forte mobilitazione e l'attivazione di un tavolo regionale che ha seguito da vicino la vertenza, la Intecs non intende fare passi indietro, motivando la chiusura del sito aquilano con la difficile situazione economica dell’intero gruppo. (r.s.)
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