Intimidazioni a Capistrello, due denunce

Coinvolti i fratelli dell’ex consigliere comunale arrestato: danni all’auto e minacce al costruttore che ha rivelato la tangente
CAPISTRELLO. Due fratelli denunciati per le intimidazioni al costruttore Marco Lusi, uno dei principali testimoni nell’inchiesta che ha portato agli arresti del sindaco di Capistrello, Francesco Ciciotti, e dell’ex consigliere comunale con delega ai Lavori pubblici, Corrado Di Giacomo. Proprio i fratelli di Di Giacomo, secondo i carabinieri, si sono resi protagonisti di presunte vendette trasversali. Nel primo caso, Antonio Di Giacomo, 58 anni, stando all’informativa depositata dai militari in Procura, è l’autore del danneggiamento aggravato ai danni della vettura di Lusi, parcheggiata in prossimità del campo sportivo di Capistrello dove era in corso una partita di calcio amatoriale. L’uomo, sempre per l’accusa, ha sfregiato l’Audi A5 del costruttore su una fiancata e la sua azione è stata ripresa da una telecamera posizionata nei pressi dell’impianto sportivo. Immagini acquisite dopo la denuncia presentata lunedì da Lusi nella caserma dei carabinieri. Il danneggiamento è avvenuto sabato scorso. Nel corso della stessa attività investigativa, portata avanti dai carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, diretta dal capitano Silvia Gobbini, è stato denunciato con l’accusa di minacce anche Juri Di Giacomo, 44 anni, l’altro fratello dell’ex consigliere comunale. Nel dicembre scorso, attraverso un ex componente dell’amministrazione comunale, l’uomo avrebbe minacciato l’imprenditore Lusi. Accuse ovviamente tutte da dimostrare per entrambi i fratelli.
«L’ingegnere Corrado Di Giacomo è assolutamente estraneo alle vicende che riguardano il presunto danneggiamento e le presunte minacce nei confronti di Lusi», tiene a sottolineare l’avvocato Roberto Verdecchia, difensore dell’ex consigliere comunale.
Le denunce non fanno che alimentare i veleni a Capistrello. Nei giorni scorsi c’è stata una riunione in prefettura all’Aquila per decidere eventuali misure di protezione nei confronti di Lusi e di Dario Bucci, geometra comunale, altro teste chiave nell’inchiesta portata avanti dai carabinieri del nucleo investigativo provinciale guidati dal maggiore Edoardo Commandè. Bucci nei giorni scorsi ha ricevuto in municipio una lettera anonima con minacce di morte.
Con le sue deposizioni, il costruttore Lusi, come emerso nell’ordinanza che lo scorso 20 novembre aveva portato ai provvedimenti di custodia cautelare (17 gli indagati), ha accusato l’ex consigliere Di Giacomo chiamando in causa il geometra Mattia Coviello. Secondo l’ipotesi dell’accusa, Di Giacomo, indagato per concussione, ha costretto Lusi, alla cui ditta era stata affidata l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione del cimitero nuovo di Capistrello, ad affidare indebitamente al geometra Coviello l’incarico di redigere un rilievo planimetrico del cimitero e poi a pagare la somma di 2mila euro, sotto l’implicita minaccia di ritorsioni. Coviello ha consegnato all’imprenditore una fattura. Pagamento che secondo l’accusa mascherava una tangente. Accuse che rientrano in un presunto sistema illecito nell’assegnazione di appalti e incarichi.
Il Comune di Capistrello è commissariato. Il sindaco Ciciotti si era dimesso il 6 dicembre. A maggio si tornerà al voto. Tra forti tensioni.
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