Intossicati dimessi, ma c’è un caso di Covid

La famiglia di Cerchio è fuori pericolo e in quarantena a casa di parenti per la positività di una ragazza
CERCHIO. Carabinieri in Comune per acquisire i documenti relativi all’abitazione di Cerchio dove, l’altra notte, i componenti di un’intera famiglia (padre, madre, due figlie e una nipote) sono rimasti intossicati dal monossido di carbonio. Nel frattempo i cinque sono stati dimessi, ma una delle ragazze è risultata positiva al Covid-19 e quindi per tutti è stata disposta la quarantena. La famiglia di Cerchio è salva per miracolo. Dopo il ricovero al Policlinico Umberto I di Roma dove sono stati sottoposti al trattamento in camera iperbarica, sono tutti fuori pericolo. Provvidenziale era stato un momento di lucidità avuto quella notte dal capofamiglia, l’imprenditore Mario Antidormi, 58 anni, di Cerchio, che svolge l’attività in Venezuela da diversi anni. L’uomo è riuscito ad aprire la finestra non appena si è accorto che le esalazioni tossiche avevano invaso le stanze dell’abitazione e ad allertare i soccorsi. Alla base dell’incidente un malfunzionamento della caldaia a gas utilizzata per alimentare l’impianto di riscaldamento. Probabilmente un difetto allo scarico della caldaia che ha provocato un rientro di fumo. Su questo aspetto dovranno far luce i riscontri dei vigili del fuoco che hanno eseguito un sopralluogo e raccolto informazioni. Solitamente in casi di ostruzione dello scarico le caldaie di ultima generazione hanno un sistema di sicurezza che blocca la fuoriuscita dei fumo. Ora gli investigatori dovranno cercare di capire come mai questo non è avvenuto. Intanto i carabinieri della locale stazione hanno acquisito in Comune il certificato di abitabilità per verificare la regolarità della caldaia e del sistema di riscaldamento.
Ieri tutta la famiglia è stata dimessa e si trova in quarantena nell’abitazione di un parente ad Avezzano. (p.g.)
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