Intossicazioni in piscina, patteggia 3 mesi

9 Giugno 2023

Verdeaqua, l’ex presidente della coop nei guai per lo sversamento di cloro. Rito ordinario per la vice

L’AQUILA. Ha patteggiato una delle due imputate nella vicenda dell’intossicazione da cloro avvenuta a ottobre del 2018 nella piscina di Verdeaqua. L’ex presidente della cooperativa sociale che gestiva l’impianto sportivo (chiuso ormai da tempo), ha patteggiato 3 mesi e 6mila euro di ammenda (pena sospesa) mentre la sua vice, difesa dall’avvocato Fabrizio Giancarli, ha scelto il processo con rito ordinario. Le indagini, portate avanti dal pm Fabio Picuti, erano partite a seguito della querela presentata dall’avvocato Gianluca Museo, che difende una ragazza vittima dell’intossicazione avvenuta a causa di uno sversamento di cloro utilizzato per sanificare l’acqua della piscina.
La piscina era stata subito evacuata. Ma la giovane si era trattenuta in acqua per far uscire dei bambini che stavano facendo lezione per poi lamentare subito dolore e bruciore agli occhi, accompagnati da una violenta tosse. Anche altre persone avevano accusato sintomi analoghi. La ragazza era stata ricoverata con una prognosi di 15 giorni.
Secondo quanto accertato durante le prime ispezioni, la fuoriuscita di cloro «sarebbe stato il frutto di una serie di datate omissioni, in particolare sulla condizione dei locali e sulla inadeguatezza del personale addetto alla manutenzione degli impianti. Personale che, secondo gli investigatori, non sarebbe stato formato con dei corsi specifici. L’ex presidente della Cooperativa, difesa dall’avvocato Roberto Madama, era stata chiamata rispondere del reato di lesioni, così come l’allora a sua vice.