Introdacqua, rubano in casa, sorpresi e arrestati dalla polizia

19 Aprile 2016

L'allarme partito da un vicino di casa che ha chiamato il 113. I due ladri si accorgono dell'ingresso degli agenti e si nascondono sotto al letto, ma non riescono ad ingannare gli operatori della Volante e finiscono in carcere

INTRODACQUA. Ladri di appartamento sorpresi dalla polizia a rubare grazie alla segnalazione di un vicino di casa. E' quanto accaduto la scorsa notte, dopo che, intorno alle ore 4,40 circa, un cittadino ha segnalato al numero di emergenza “113” di aver notato dei rumori e delle luci sospette provenienti da una villa poco distante da casa sua, di proprietà di persone residenti fuori regione, nel comune di Introdacqua. Gli operatori della Squadra Volante del Commissariato di Sulmona, intervenuti immediatamente sul posto hanno subito notato una luce intermittente provenire dall’interno dell’abitazione e un’auto parcheggiata in prossimità della villa con le chiavi inserite nel cruscotto, risultata essere di proprietà del padre di un noto pregiudicato sulmonese. A questo punto i due agenti si sono avvicinati al fabbricato e hanno constatato che una finestra sul piano dei garage e una sul piano superiore risultavano forzate e aperte.

Certi che i ladri fossero ancora all’interno, sono entrati approfittando di uno degli infissi aperti constatando che la casa era stata messa completamente a soqquadro. Nel frattempo i ladri, accortisi che qualcuno era entrato nell’abitazione, si erano nascosti sotto due letti. La mossa è però risultata inutile perché i due agenti li hanno trovati poco dopo traendoli in arresto. I due, G.B. di 41 anni e L.B. di 26, entrambi noti alle forze di polizia, avevano con loro una torcia e un cacciavite, mentre in prossimità delle finestre forzate venivano rinvenuti un grosso martello e una mazzetta da cantiere, utilizzati per lo scasso. All’interno della macchina usata dagli arrestati, sottoposta a perquisizione, veniva rinvenuto altro materiale utile allo scasso, una bomboletta di gas butano, guanti, copricapi utilizzabili per occultare la propria identità, e uno sfollagente di tipo telescopico. L’auto e il materiale sono stati sottoposti a sequestro, e su disposizione del pm Stefano Iafolla G.B. ed L.B. sono stati rinchiusi nel carcere di via Lamaccio, a Sulmona.