Inverardi difende l’accordo con la D’Annunzio

La rettrice dell’Università: così abbiamo salvato il possibile, per Cardiologia è stato un nostro errore
L’AQUILA. «Un accordo di reciprocità, tra l’Ateneo dell’Aquila e quello di Chieti, ha salvato il maggior numero possibile di scuole di specializzazione di Medicina a livello regionale». La rettrice dell’Universita dell’Aquila, Paola Inverardi, ieri in consiglio comunale, ha rivendicato la bontà dell’operazione che ha portato alla scomparsa, almeno sulla carta, di sei scuole di specializzazione (tra cui Pediatria) all’Aquila e di altrettante a Chieti. «Gli specializzandi di Pediatria, come delle altre scuole che rientrano nell’accordo, studieranno anche nel capoluogo», ha assicurato. «Di fatto è come se queste scuole fossero state accreditate anche a noi. D’altra parte, se avessimo fatto richieste singole, non avrebbero accettato le scuole né dell’uno né dell’altro Ateneo». Così per 12 scuole di specializzazione si è deciso di accorpare le sedi amministrative. «Ci sono 12 scuole, tra cui Pediatria, di cui sei hanno sede amministrativa a Chieti e altrettante all’Aquila», ha spiegato la Inverardi. «Abbiamo però un accordo di reciprocità interateneo, che approveremo il 24 ottobre nei due senati accademici, che permetterà ai docenti dei due Atenei di collaborare nella stesura dei piani formativi, mentre gli studenti saranno divisi secondo le esigenze formative». A non essere accreditate sono altre due scuole: Neurologia e Cardiologia. «Per la prima si tratta di un errore materiale fatto dal nostro Ateneo. Un errore nella compilazione della rete formativa, che correggeremo il prossimo anno, in modo da vedere accreditata di nuovo la scuola», ha spiegato la rettrice. «Cardiologia ha una situazione più difficile, perché per il momento è convenzionata solo con una clinica privata. Un problema che cercheremo di risolvere, ragionando anche con Chieti». In totale, l’Ateneo dell’Aquila ha 16 scuole di specializzazione di Medicina, con sede nel capoluogo; sei con sede amministrativa a Chieti, due condivise, ma senza borsa di studio, due scuole non accreditate, e due condivise con sedi fuori regione.
«L’accordo con Chieti è stato molto lungimirante e di grande apertura per tutti e due gli Atenei», ha concluso la Inverardi. «Pensiamo di poter fare meglio, addirittura speriamo di poter avere presto scuole che non avevamo, grazie a proposte condivise».(m.c.)
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