Investito sotto casa: 90enne in ospedale

AVEZZANO. Calano le commesse alla LFoundry-Smic e l’azienda invita i dipendenti a mettersi in ferie. Nello stabilimento più grande della provincia dell’Aquila gli ordinativi scarseggiano. Uno dei più...
AVEZZANO. Calano le commesse alla LFoundry-Smic e l’azienda invita i dipendenti a mettersi in ferie. Nello stabilimento più grande della provincia dell’Aquila gli ordinativi scarseggiano. Uno dei più grandi clienti On-Semi ha ridotto la richiesta di semiconduttori a LFoundry-Smic e di conseguenza l’azienda si è vista costretta a riorganizzare il lavoro ma, essendo il calo limitato solo a tre settimane, non ha potuto fare ricorso ad ammortizzatori sociali o altri strumenti a disposizione.
Tramite le Rsu di stabilimento, la dirigenza ha rivolto un invito ai 1.500 dipendenti del sito a utilizzare tutte le ferie a disposizione per fare in modo che nella fabbrica rimangano solo quei pochi operai necessari per soddisfare l’esigua richiesta del cliente. I rappresentanti sindacali, però, non hanno visto di buon occhio questo calo di commesse, che non è legato a loro avviso al solito crollo stagionale degli ordini, e per questo si sono attivati per tornare a bussare alla porta del ministero dello Sviluppo economico.
«La delegazione sindacale è stata chiamata d’urgenza dalla direzione aziendale per una comunicazione», hanno evidenziato le Rsu di stabilimento di LFoundry-Smic in un documento, «nel corso dell’incontro, la direzione ha comunicato che a causa di un calo di richiesta da parte del principale cliente On-Semi nelle prossime tre settimane ci sarà un rallentamento della produzione per effetto del quale verrà chiesto a tutta la popolazione di concentrare e massimizzare l’utilizzo di ferie come segue: per i turnisti è consigliabile il 50% in ferie e il 50 in stabilimento, per i giornalieri fino al 100% in ferie».
La situazione che si è presentata alla LFoundry-Smic sembra essere soltanto momentanea e l’azienda ha assicurato che nel giro di tre settimane si ritornerà agli standard tradizionali, ma le parti sociali vogliono vederci chiaro.
«La produzione dovrebbe risalire, anche se non ai livelli ottimali, a partire dalla quarta settimana», hanno concluso le Rsu, «data la natura non stagionale del calo produttivo, la delegazione sindacale ritiene necessario tornare al più presto nella sede del ministero per lo Sviluppo economico per la verifica dell’intera situazione».
Incredulo su quanto accaduto anche Antonello Tangredi della Fim-Cisl per il quale «la situazione non è chiara e il fatto che l’azienda continui a non presentarsi al Ministero è la constatazione che qualcosa non va. Abbiamo chiesto nuovamente un incontro al Mise perché vogliamo sapere che cosa intendono fare: la produzione calerà in tre settimane e alla quarta non si tornerà comunque ai livelli normali. Siamo molto preoccupati per come si sta evolvendo la situazione». (e.b.)
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