«Io, perseguitato dalla giustizia»

18 Giugno 2019

Il celanese Angeloni s’incatena sotto gli uffici romani del Csm

CELANO. Si sente vittima di un accanimento giudiziario nei suoi confronti, avvia uno sciopero della fame e si incatena alle inferriate del Palazzo dei marescialli a Roma, sede del Csm (Consiglio superiore della magistratura), per far ascoltare la sua voce. Protagonista della protesta è Massimo Angeloni, di Celano, ma da anni residente a Urbino, città marchigiana dove sono scaturite le sue vicende giudiziarie, che risalgono al 2016, quando Angeloni è stato imputato per stalking a una donna, accuse da cui è stato prosciolto, e da un uomo, per altre vicende. Situazioni che hanno dato il via a una serie di altri procedimenti, dai quali Angeloni si sta difendendo da tempo. «Sono veramente stanco di tutto questo», ha detto Angeloni, «sapendo di non aver commesso reati, e cosciente che tutto ciò che alcuni soggetti hanno architettato nei miei confronti è frutto di ricostruzioni non veritiere, sono determinato ad andare avanti. Ho documenti e altre prove che dimostrano come io non abbia mai fatto alcuna delle cose che mi vengono attribuite dalle denunce presentate contro di me». Poi l’annuncio su Facebook: «Domani (oggi per chi legge) sarò ricevuto dal Procuratore generale della Corte di Appello di Ancona». (d.c.)
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