Isola pedonale allargata: più di cento firme contro

27 Giugno 2021

Commercianti, professionisti, cittadini e anche un parroco scrivono al sindaco: «La chiusura estesa al pomeriggio è penalizzante, nel vuoto i nostri appelli»

L’AQUILA . «La delibera sull’isola pedonale va ritirata». A chiederlo, in una lettera aperta indirizzata al sindaco Pierluigi Biondi, sono oltre cento tra commercianti, residenti e professionisti del centro storico. Una dura presa di posizione, propiziata dalle rimostranze avanzate in settimana dalle attività e dagli abitanti di via Garibaldi e via via allargatasi fino a abbracciare anche ad altre zone.
LA DELIBERA. La delibera della discordia è quella che ha istituito la nuova pedonalizzazione – in vigore da domani fino alla fine di settembre – dalle 19 alle 24 dal lunedì al venerdì e dalle 11 del sabato fino alle 24 della domenica, in un’area che comprende corso Federico II e piazza Duomo, via Indipendenza, piazza San Biagio, piazza San Marco e via Simeonibus. Il provvedimento sarà esteso a tutto il resto del centro, dove ad oggi è ancora in vigore la delibera dello scorso anno che invece faceva scattare l’isola pedonale alle 20 (fino alle 2) ma non la prevedeva nelle ore diurne del fine settimana.
I FIRMATARI. La lettera, come detto, è stata firmata sia da residenti, commercianti e professionisti. Tra i negozi, ci sono nomi noti come Manzi, Colacchi, Armenia Casa, Ambasciatori, Gallucci, Panarelli, MonteEsmo, macelleria Palumbo, Romano (strumenti musicali), pasticceria Manieri, Pettine, più diversi tra bar, pizzerie e bistrot. Tra i professionisti, si leggono, tra gli altri, i nomi degli avvocati Corti, Paone, Gualtieri, Aloisio, quello del notaio Fanti ma ci sono anche ingegneri e progettisti. Scorrendo l’elenco, ci si imbatte anche nel parroco di Santa Maria Paganica don Stefano Rizzo.
LA LETTERA. «La delibera», recita il testo della lettera, «non può trovare il nostro accoglimento e ci spiace dover constatare che non c’è mai stato l’ascolto di chi vive il centro storico in ricostruzione e combatte quotidianamente le sue criticità con grande forza d’animo, avendo scelto di investire nel suo futuro. Molti fra noi hanno cercato interlocuzioni con l’amministrazione e alcuni fra noi hanno persino scritto all’assessore competente una nota per dare un apporto di soluzioni e non una lista di richieste; purtroppo non abbiamo avuto l’onore di ricevere una risposta. Chiudere alle 18 o alle 19 in luogo delle 20 il centro è una presa in giro, così come la chiusura prevista per il fine settimana».
PROGRAMMAZIONE. I firmatari non sono contrari in assoluto alla pedonalizzazione, ma sostengono che questa debba essere un traguardo da raggiungere a tappe, attraverso una programmazione che include, in primis, la realizzazione di parcheggi: «Una totale pedonalizzazione del centro significherebbe aver realizzato le infrastrutture necessarie a permettere questo cambiamento proprio come è avvenuto in tutte le città spesso citate come termine di paragone con la nostra. Di ognuna di queste, però, andrebbe analizzato il funzionamento a pieno regime di una molteplice serie di servizi messi a supporto di residenti, commercianti e fruitori del centro storico: si vedrebbe che la stessa analisi fatta nella nostra città non porta purtroppo alle stesse conclusioni. Il consiglio comunale del 2019 sulla ripresa del centro storico aveva prodotto unanimemente una programmazione precisa e specifica su quanto si doveva realizzare. In questi due anni da quel consiglio, quattro dalla sua elezione, si sarebbero dovute avere risposte chiare su parcheggi, regolamentazione dei mezzi della ricostruzione, utilizzo del terminal per gli operai edili, sicurezza, videosorveglianza».
«COSÌ ANDIAMO VIA». «Temiamo», conclude la lettera, «che tutto questo possa portare a un’inversione di tendenza nell’abitare e rendere vivo il centro storico se non addirittura una vera e propria inversione di tendenza con commercianti e professionisti pronti al ritorno in periferia».
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