Isola pedonale, no alla riduzione dell’area

10 Maggio 2020

Archeoclub e il progettista Cardone contro il piano di sottrarre spazi a favore degli esercizi pubblici

AVEZZANO. Pollice verso di Archeoclub e progettista dell’isola pedonale, allo spostamento delle panchine per fare spazio alle attività commerciali, messo in cantiere dal commissario prefettizio, Mauro Passerotti, in attesa del responso della Soprintendenza.
«Sottrarre il poco spazio della mini isola alle passeggiate dei cittadini per soddisfare gli appetiti di un paio di attività», afferma la presidente dell’Archeoclub, Laura Saladino, «non è una scelta condivisibile, poiché andrebbe a snaturare la stessa idea progettuale, con le panchine che delimitano lo spazio pedonalizzato».
Con lo spostamento delle panchine verso il centro della piazza, lo spazio del passeggio subirebbe una drastica riduzione, lasciando l’area a tavoli e sedie. «Per rendere appetibile il centro e, quindi, favorire anche il commercio», sottolinea Saladino, «invece di ridurre quel minimo spazio per passeggiare, è tempo di andare oltre, ampliando l’isola pedonale. Nelle città più evolute le isole pedonali sono un fattore di sviluppo economico, anche in funzione di attrazione per competere con i centri commerciali, ovviamente con un arredo urbano di qualità».
Sulla stessa lunghezza d’onda c’è il “padre” dell’isola pedonale, l’ingegnere-architetto Giancarlo Cardone, vincitore del Concorso di idee per la riqualificazione della fontana e aree limitrofe. «Non comprendo la necessità dello spostamento», dichiara Cardone, «soprattutto perché, tra l’altro, a fronte delle numerose attività in centro, di queste misure ne beneficerebbero soltanto due, mentre a subirle sarebbe l’intera collettività. Sarebbe stato più sensato portare avanti l’ulteriore stralcio del progetto (già in bilancio e nel programma triennale delle opere pubbliche) pedonalizzando gli altri due tratti di via Corradini, per completare il disegno degli incroci e offrire un ulteriore spazio alle attività commerciali, magari proponendo un arredo unico e promuovendo la copertura delle aree con strutture temporanee». Scelta che, visto il Comune commissariato, spetterà alla nuova amministrazione. «In attesa di interventi più energici», conclude Cardone, «si potrebbe pensare alla ri-chiusura degli incroci, in modo da consentire l’occupazione di questo spazi, sottraendoli alle auto». (m.s.)
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