Istituzione Sinfonica Quattro mesi di stipendi arretrati

16 Aprile 2019

La denuncia degli orchestrali chiama in causa gli enti locali Il Comune precisa: «I ritardi non sono attribuibili a noi»

L’AQUILA. Quattro mesi di stipendi arretrati. Da dicembre scorso, gli orchestrali dell’Istituzione sinfonica abruzzese e il personale amministrativo non ricevono alcun compenso. Soldi in cassa non ce ne sono, con le banche che hanno chiuso i rubinetti. Eppure, l’Isa avanza dalla Regione qualcosa come 500mila euro di fondi arretrati: nel 2018 ha incassato solo 179mila euro, su un totale di 300mila spettanti. Nel 2017 non è stato pagato nulla. Il debito del Comune è ancora più elevato e sfiora il milione: 573mila euro di fondi Cipe 2016, 373mila per il 2017, mentre per lo scorso anno l’amministrazione ancora non indica la somma disponibile. A fare i conteggi è il segretario generale dell’Isa, Giorgio Paravano, dopo che i musicisti hanno diffuso una nota in cui lanciano l’allarme sulla «gravissima situazione dell’ente. Circa 50 famiglie rischiano il collasso».
FINITI I SOLDI. «Le difficoltà che l’incertezza, relativa alla data di erogazione dei fondi Cipe per il triennio 2016/2018 ha creato», scrivono gli orchestrali, «si trascinano da giugno scorso e, attualmente, ci hanno portato a una mancanza di liquidità tale da rischiare di compromettere definitivamente l’attività della nostra orchestra. Se si pensa che il Cipe avrebbe dovuto essere un sostegno alle associazioni culturali aquilane provate dalle conseguenze del terremoto, potete capire che siamo di fronte a un paradosso: ciò che doveva rappresentare un po’ di ossigeno, ci sta provocando la morte. Di fatto l’unico supporto economico della nostra orchestra viene dal Fus nazionale. I contributi regionali, dei quali abbiamo avuto solo un anticipo, sono fermi a causa di cavilli o lentezze varie», spiegano i lavoratori che hanno ricevuto un acconto dello stipendio di dicembre. «Vogliamo risposte dal Comune, dalla Regione e dalla nostra dirigenza».
NESSUNO PAGA. «C’è disattenzione totale ai problemi della cultura», sottolinea Paravano, «si creano stabili che rischiano di essere scatole vuote. È vero che siamo capofila del Festival degli incontri, ma non siamo noi a gestire i fondi che arriveranno. Regione e Comune devono assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo. Ancora non ci vengono pagate le prestazioni della Perdonanza 2018, dobbiamo avere oltre 500mila euro dalla Regione e avanziamo quasi 1 milione dal Comune (573mila euro di fondi Cipe 2016 e 373mila per il 2017). Addirittura, non conosciamo il contributo stanziato per il 2018. Abbiamo chiuso il bilancio dello scorso anno con 500 euro di disavanzo: i crediti bancari ci stanno dissanguando e non riusciamo più a pagare né musicisti, né fornitori». Tra orchestrali e personale amministrativo sono 45 i lavoratori senza stipendio, oltre ai fornitori dei servizi per i concerti.
IL COMUNE. Il Comune precisa che «l’organismo deputato alla gestione dei fondi Cipe è la Struttura di missione che, per il 2016, ha richiesto integrazioni e documenti che ancora non sono stati presentati dall’Isa». E ancora: «Il ritardo nel pagamento dei lavoratori non può essere in alcun modo attribuibile al Comune e a quest’amministrazione».