Istituzione sinfonica Tappa in Regione per evitare il tracollo

Petizione on line e lettera al presidente della Repubblica Commozione e rabbia al concerto annunciato come l’ultimo
L’AQUILA. Questa mattina alle 12 toccherà ai rappresentanti dei lavoratori dell’Isa, l’Istituzione sinfonica abruzzese, spiegare alla conferenza dei capigruppo cos’è questa orchestra composta da 35 musicisti di fama internazionale, iscritta nel novero delle 12 orchestre regionali d’Italia e finanziata dal Fondo unico dello spettacolo, che rischia di cessare le sue attività per “colpa” della Regione. Che non ha messo in bilancio 800mila euro necessari per la sua sopravvivenza. Spiegheranno, e con loro ci sarà anche il rappresentante nazionale del Slc (il sindacato dei lavoratori dello spettacolo e della comunicazione) Silvano Ponti, che l’Istituzione sinfonica abruzzese non è un’orchestra improvvisata, ma una fucina di talenti e arte, capace di creare un tornaconto economico e una ricaduta sul territorio alla pari di una qualsiasi altra azienda, con i suoi 50 dipendenti fissi fra artisti e amministrativi. Fondata da Nino Carloni, in 40 anni di attività è riuscita a convogliare in Abruzzo 45 milioni di euro di fondi statali. Giovedì alle 10 si terrà, poi, la prima commissione (Bilancio) per discutere la «concessione di un contributo per la salvaguardia del bilancio dell’unica istituzione concertistica orchestrale abruzzese» e, a seguire, «la variazione al bilancio di previsione 2015». È il primo atto formale della Regione per salvare la vita all'orchestra. Eppure, avrebbe dovuto pensarci per tempo, visto la legge nazionale dice che lo Stato finanzia, sì, con il Fus; ma a patto che il 40% del finanziamento pubblico all'ente culturale arrivi dalla Regione. La quale già l'anno scorso ha tagliato il finanziamento e quest’anno, nonostante le promesse messe per iscritto, non ha nemmeno posto in bilancio il contributo di 800mila euro annunciato. «Fino ad adesso sono stati fatti passaggi soltanto informali», commenta il presidente dell’Isa, Antonio Centi, «è la prima volta che un documento formale della Sinfonica viene esaminato in una commissione di competenza. Poi questo passaggio deve essere confermato da un voto favorevole». L’iter è però lungo, in quanto c’è il voto in consiglio regionale da superare. Il rischio è che l’attività dell’Isa s’interrompa sine die. «È un rischio di fondo», spiega Centi, che ha ancora negli occhi la tristezza del concerto di domenica sera a piazza Santa Margherita, «annunciato come ultimo tra la rabbia e la commozione del pubblico. Se il consiglio non voterà il finanziamento, il ministero potrebbe decidere di ritirare i fondi già erogati. Ma la situazione sembra che si stia sbloccando, spero che si riuscirà a evitare il tracollo». Intanto è partita online una petizione in sostegno dell’Isa e una lettera è stata indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a quello della Regione, Luciano D’Alfonso. All’ultimo concerto ha preso parte anche la senatrice Stefania Pezzopane. «Questa regione e questa città», ha detto, «non possono permettersi di perdere un’eccellenza musicale che l’intero Paese ci invidia, per i ritardi della politica».
Marianna Gianforte
©RIPRODUZIONE RISERVATA

