Italiani e stranieri riuniti Il preside corre ai ripari

9 Settembre 2014

Incontro con i genitori, formate nuove classe. Il dirigente: «Mai più casi simili» L’associazione albanese smorza le polemiche: «Non siamo discriminati»

PRATOLA PELIGNA. Riunione fiume per rifare le classi e porre fine alle distinzioni tra italiani e stranieri. Poco più di ora è il tempo bastato a Raffaele Santini, nuovo dirigente dell’istituto Tedeschi di Pratola Peligna, per riequilibrare la presenza di stranieri nelle aule. I fatti si sono svolti nella scuola elementare di Valle Madonna a Pratola Peligna. Sede finita nel mirino delle proteste da parte di alcuni genitori per la presenza di classi formate da soli immigrati. Da qui la polemica, che ieri mattina ha fatto ritardare il suono della prima campanella per dare spazio a una riunione tra i genitori degli alunni, arrivati per l’inserimento dei piccoli, il preside e il sindaco Antonio De Crescentiis. «Ho chiesto ad ogni genitore se avesse problemi in merito al riequilibrio», ha detto a margine della riunione il dirigente scolastico, «nessuno ha avanzato lamentele, tantomeno nei confronti degli emigrati. Ora il problema è risolto, ma dobbiamo evitare che si verifichi in futuro, magari pensando a nuove regole per l’assegnazione di insegnanti e alunni».

Sulla questione è intervenuto anche il presidente dell’associazione italo albanese con sede a Pratola, Luhan Hallulli. «Nessun problema di discriminazione», afferma Hallulli, «siamo integrati nella comunità di Pratola così come nelle altre. Anche a scuola non ci siamo mai sentiti discriminati». Parole quelle del presidente che sgomberano il campo da presunte lamentele da parte degli immigrati sulla formazione delle classi. Ipotesi smentita anche dall’accettazione dei trasferimenti “riparatori” e toccati, senza polemiche, a due bambini emigrati. Il passaggio ha consentito di variare le due classi iniziali composte rispettivamente di 17 alunni l’una. Aule che prevedevano una disparità di trattamento: la prima composta da soli bambini italiani, mentre nella seconda erano stati inseriti cinque ragazzi di origini straniere, più due figli di coppie formate da un genitore italiano e l’altro straniero. Un modo che sarebbe stato pianificato per venire incontro alle esigenze della didattica, oppure per facilitare le richieste degli stessi immigrati. Insomma, fatto sta che il neo preside è dovuto ricorrere ai ripari variando in tempo di record la formazione delle classi in precedenza studiata a tavolino. Così due ragazzi di origini non italiane sono stati inseriti in una classe arrivata a contenere 19 bambini e 15 sono rimasti in quella precedente. La formazione di una classe destinata a stranieri non è comunque passata inosservata. «Ciò che è accaduto ci lascia sconcertati per il modo e la modalità con la quale si vuole promuovere il rispetto delle norme nazionali e internazionali», afferma il consigliere comunale straniero all’Aquila, Gamal Bouchaib, «ciò che e ancora più grave è il silenzio della classe politica locale nei confronti di un atto che richiama il passato. Serve maggiore attenzione da tutti».

Diversi i commenti di mamma e papà all’uscita della scuola. In molti hanno sottolineato la necessità di lasciare sereni i piccoli: «Che tanto poi decidono da soli con chi giocare e di scuro fanno meno distinzioni di noi adulti».

Altri hanno evidenziato le problematiche relative alla sicurezza nelle scuole del centro peligno, così come in quelle del circondario. Infine c’è anche chi ha lamentato la presunta formazione di classi divise in base alle professioni dei genitori. Su tutto è poi arrivato il suono della prima campanella e per i piccoli è iniziata una nuova avventura libera da pregiudizi.

Federico Cifani

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