Jazz e L’Aquila, accordo a lungo termine

Saranno 750 i musicisti coinvolti, concerti in 4 regioni. Il ministro Franceschini: ruolo fondamentale di cultura e musica
L'AQUILA. Il jazz e L'Aquila: un gemellaggio che durerà nel tempo. E andrà oltre l'edizione 2018 dell'evento, che in passato ha raccolto tanti e tali consensi da diventare una pietra miliare nel panorama musicale italiano. Ieri, la presentazione dell'evento, a Roma, nella sede del ministero dei Beni culturali, alla presenza del ministro Dario Franceschini, ideatore e sostenitore della manifestazizone “Jazz per L'Aquila”, del sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, e del direttore artistico Paolo Fresu. 750 musicisti e quattro regioni coinvolte, Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, per una kermesse che avrà il suo momento clou il 3 settembre, all'Aquila, con il mega concerto finale nel piazzale della Basilica di Collemaggio. «L'Aquila per noi rappresenta molto», le parole del maestro Fresu, «è in questa città che, nel 2015, è stata riscritta la storia del jazz. Un evento che, con le sue 60mila presenze, ha sdoganato il jazz come fenomeno di massa e non più di nicchia». Assicurata, dal ministro Franceschini, la replica nel 2018. Il sindaco Biondi si è impegnato a reperire i fondi «perché l'evento possa proseguire per un altro triennio e diventare, nel tempo, strutturato».
LA RASSEGNA. La manifestazione nata come “Jazz per L'Aquila”, quest'anno cambierà nome in “Jazz italiano per le terre del sisma” ed estenderà il suo raggio d'azione. 750 i musicisti provenienti dall'Italia e dall'estero che suoneranno in Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, territori colpiti dal terremoto. La rassegna partirà il 31 agosto a Scheggino, in provincia di Perugia, per approdare il 1° settembre a Camerino (Macerata), il 2 ad Amatrice e il 3 settembre all'Aquila, con il mega concerto previsto alle 21 davanti alla Basilica di Collemaggio.
REGALO STRAORDINARIO. «Ringrazio il ministro Franceschini e il direttore artistico, Fresu per questo regalo straordinario che hanno voluto fare alla nostra città», ha dichiarato Biondi, «la musica, strumento comunicativo ed emozionale, ha un significato particolare per L'Aquila, in cui la cultura da sempre è uno strumento di emancipazione e rinascita». Biondi ha, poi, assicurato che «verranno reperite risorse specifiche per fare in modo che la rassegna prosegua negli anni».
GIORNATA UNICA. «Ricordo la storica giornata vissuta nel 2015 all'Aquila, con 600 musicisti a suonare nelle piazze e nelle strade e ben 60mila persone come pubblico», ha detto il ministro Franceschini, «un momento unico: non è mai accaduto che tutti gli artisti jazz e i direttori artistici di importanti manifestazioni si ritrovassero sullo stesso palco, per lavorare ad un progetto unico. La dimostrazione che la cultura e la musica possono svolgere un compito fondamentale: dopo averli ricostruiti, far tornare a vivere i centri storici colpiti dal sisma».
JAZZ E PERDONANZA. La presentazione nella sede del ministero dei Beni culturali è stata l'occasione per ribadire la valenza di un altro evento simbolo della città: la Perdonanza celestiniana, candidata a patrimonio immateriale dell'Unesco. Non a caso, il festival del jazz si inserisce a conclusione delle manifestazioni della Perdonanza, «in un unicum che guarda alla valorizzazione della cultura e dell'identità del territorio».
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