Juan Carrito a spasso sulle piste senza neve

L’orso più popolare d’Abruzzo avvistato a Roccaraso, lo scatto del Consorzio sciistico fa il giro del web
ROCCARASO. «Anche l’orso Juan Carrito è in attesa della neve». È quanto riporta la pagina Facebook del Consorzio sciistico di Roccaraso che ha commentato due scatti fotografici che immortalano l’orso più famoso d’Abruzzo, che evidentemente fa fatica ad andare in letargo, mentre passeggia indisturbato sulle pista di sci ancora senza neve. Juan Carrito, dopo la visita di due settimane fa al ristorante di Niko Romito, lo chef stellato abruzzese, e quella alle arnie di un apicoltore a Castel di Sangro, ha fatto visita a Roccaraso, nella stazione sciistica meta di molti vip. Dunque il figlio più discolo dell’orsa Amarena, continua imperterrito ad aggirarsi nel territorio della nota località turistica diventata ormai la sua “casa”, ciò nonostante i tanti sforzi compiuti dagli operatori del Parco e dai carabinieri forestali, di riportarlo tra i monti, lontano dai centri abitati.
Intanto, non rientrano le polemiche dopo la denuncia di un giovane che ha raccontato di esser stato aggredito da un’ orsa sul versante laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, lazio e Molise. A scendere in canpo è la Lav (Lega anti vivisezione) che, lanciando dubbi sulla veridicità del racconto fatto dal giovane che ha anche avanzato richieste risarcitorie al Parco, si è messa «a completa disposizione dell’Ente Parco, anche con il proprio ufficio legale, per l’accertamento della verità». Il tutto dichiarandosi pronta a costituirsi parte civile in tutte le eventuali situazioni di danno arrecato alla fauna locale».
Il 33enne Antonio Rabbia di Ausonia, comune laziale, ha raccontato di essere stato aggredito da un’orsa, seguita dai suoi cuccioli, mentre stava passeggiando con il suo cane nell’area parco. Un fatto accaduto il 21 dicembre scorso nel territorio di San Donato Valcomino. Il 33enne ha poi aggiunto di esser stato addentato alla pancia e di esser rotolato insieme all’animale riuscendo a salvarsi grazie a un albero che ha fermato la sua caduta.
Il Parco, dal canto suo, è al lavoro per accertare i fatti, «anche se destano qualche perplessità alcune informazioni riferite dal 33enne». Il quale, intanto ha dato mandato al suo legale per la richiesta del risarcimento dei danni al Pnalm per quanto accaduto.
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