L’accusa: abusata da madre e patrigno

L’incubo della minorenne finito con due arresti della polizia. L’uomo, romeno, è alle Costarelle. Lei, moldava, ai domiciliari
L’AQUILA. Alle volte le indagini di polizia portano alla luce situazioni agghiaccianti che, per la loro gravità, superano ogni immaginazione. E spesso riguardano minorenni che vivono in contesti degradati.
L’altra mattina la squadra Mobile (sezione reati contro la persona) ha eseguito la misura cautelare in carcere a carico di un romeno, 45enne, e la misura degli arresti domiciliari nei confronti della compagna, moldava 44enne, entrambi residenti all’Aquila, accusati di reati per i quali rischiano anche 14 anni di carcere: violenza sessuale continuata, maltrattamenti in famiglia, violenza privata continuata e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice in danno della figlia, minorenne, della donna.
I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale Mario Cervellino, su richiesta del sostituto procuratore, Guido Cocco, al termine dell’attività di indagine avviata dalla squadra Mobile del capoluogo che ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due.
Un lungo incubo durato circa due anni, quello vissuto dalla minore, all’epoca 12enne, costretta a subire abusi sessuali e violenze da parte dei due arrestati, in un degradante contesto familiare.
L’uomo sarebbe ricorso a minacce e violenze per costringere la minorenne a subire i rapporti sessuali e la madre sarebbe stata complice, in più occasioni, di maltrattamenti e responsabile di atteggiamenti omissivi in merito agli abusi sessuali che avvenivano in casa mentre lei era assente.
A causa di continui maltrattamenti, di frequenti e violenti litigi dei due adulti, spesso in palese stato di ubriachezza, dinanzi alle figlie minori, già nel novembre 2017, il Tribunale per i minorenni aveva sospeso la potestà genitoriale e la 12enne, insieme alla sorellina più piccola, venne allontanata da casa ed affidata ai servizi sociali.
Proprio durante il periodo di affidamento, la giovane vittima ha riferito nel corso di un colloquio con la psicologa, gli abusi subiti dal patrigno, che sono stati poi comunicati al personale della squadra Mobile.
La relazione della psicologa in ordine alle dichiarazioni della minore, la raccolta di numerose testimonianze, le operazioni tecniche operate dagli investigatori della polizia, hanno permesso di realizzare un completo quadro accusatorio, pienamente condiviso dal pubblico ministero. Di lì l’esecuzione delle due misure cautelari.
Entro cinque giorni, almeno per l’uomo, ci sarà l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari.
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