L’ad LFoundry: «Serve cambiare Nuove produzioni e più ricerca»

16 Gennaio 2021

D’Antiochia parla dopo la rottura delle trattative sindacali e le preannunciate proteste nella fabbrica: «Non voglio che mi si dica come fare il mio lavoro, da italiani puntiamo a lamentarci e a criticare»

Quando è arrivato in LFoundry, o meglio quando è tornato un anno fa, che tipo di azienda ha trovato?
«Un’azienda totalmente diversa da quella che ho lasciato nel lontano 2010. Naturalmente, essendo un’azienda che è in questo territorio da oltre 30 anni, ho trovato molte persone di talento di esperienza che lavorano duramente ogni giorno per contribuire al successo. Ho lavorato in diversi Paesi, come Usa, Singapore, Giappone, Taiwan, Cina, Malesia, Corea del Sud e sono stato esposto a culture e costumi differenti. In Italia trovo che lavorare con le persone, e la gestione del personale stessa, è molto più difficile e richiede più tempo che in altri Paesi. Perché come italiani ci piace sempre lamentarci o dire agli altri cosa stanno sbagliando, fa parte della nostra cultura. Pensiamo un attimo al calcio, che è lo sport più popolare che abbiamo in Italia. Dopo che una squadra ha perso una partita diventiamo gli allenatori più esperti che ci sono nel mercato e sappiamo esattamente perché la partita è stata persa, cosa ha sbagliato l’allenatore e cosa hanno sbagliato i giocatori. È molto facile e non richiede alcuno sforzo, se non quello della parola. Nessuno invece pensa a cosa dovrebbe fare la squadra di diverso per migliorarsi, a incoraggiare e sostenere l’allenatore e la squadra a fare meglio nel futuro. Questo richiede una mentalità completamente diversa. Fondamentalmente dobbiamo avere una mentalità più ottimista invece che pessimista».
Nell’ultimo anno si è parlato molto di proprietà cinese, investimenti, nuovi prodotti e piano industriale. A che punto siamo?
«Abbiamo lavorato su nuove famiglie di prodotti nell’ultimo anno, ma siamo in ritardo nello sviluppo; alcuni ritardi a causa del Covid e altri per mancanza interna di esperienza. Speriamo di recuperare il ritardo nella prima metà di quest’anno, per poi aumentare nel terzo trimestre e nel quarto del 2021. Continuiamo inoltre a sviluppare altri prodotti futuri per mantenere alti i livelli produttivi».
Nei giorni scorsi l’accordo con le organizzazioni sindacali pareva a un passo, su nuova turnazione, riposi, premi e pause. Quanto serviva questo cambiamento all’azienda?
«L’anno scorso, quando sono entrato in azienda, la prima cosa che ho fatto è stata quella di parlare con le persone per avere feedback su ciò che avrei dovuto fare per migliorare la motivazione e il benessere delle persone. Quasi tutti mi hanno chiesto di cambiare lo schema dei turni perché questo è troppo duro. Dobbiamo tenere in considerazione che i produttori di semiconduttori nel mondo, sia di front-end che back-end, lavorano su turni di 12 ore. Dato che ci tengo alle persone e ai loro bisogni, ho accettato di cambiare purché migliori la produttività e che l’assenteismo nel reparto di produzione si riduca. Ho proposto di andare con un turno di 8 ore, ma il desiderio delle persone è quello di andare a un turno sperimentale con 2 giorni di lavoro e 3 di riposo a 12 ore. In questi mesi abbiamo collaborato con i sindacati facendo progressi e penso che siamo vicini a un accordo, non solo per il cambio di turno ma anche per bonus e pause. Se vogliamo avere successo come azienda, dobbiamo soddisfare sia le esigenze dell’azienda sia quelle dei lavoratori, quindi direi che dobbiamo fare cambiamenti per migliorarci».
I sindacati hanno deciso di rompere il tavolo della trattativa perché a loro avviso è in atto una riorganizzazione interna di cui non sapevano nulla.
«Venerdì scorso siamo stati sorpresi nel sentire che i sindacati hanno deciso di interrompere le trattative perché stavamo ristrutturando l’azienda senza farglielo sapere. Abbiamo chiarito il nostro punto di vista sul cambiamento organizzativo, dicendo che non abbiamo fatto una ristrutturazione aziendale. Inoltre, il cambio organizzativo è stato annunciato il 16 novembre scorso e l’abbiamo completato il 14 dicembre, prima di Natale. Abbiamo informato tempestivamente i sindacati lo stesso giorno in cui abbiamo annunciato i dettagli del cambio, il 16 novembre. Ovviamente, come per qualsiasi cambiamento organizzativo, ci sono sempre persone che non sono rimaste contente, è naturale. E queste persone si sono rivolte ai sindacati lamentando il loro disagio. La mia responsabilità, come amministratore delegato, è quella di fare tutti i cambiamenti necessari per allineare l’organizzazione alle esigenze di mercato tenendo in considerazione anche le esigenze dei lavoratori, e noi pensiamo di averlo fatto. Se devo rendere felici tutte le persone che lavorano in azienda, allora dovrei andare a vendere gelati e non essere un leader: questo è ciò che ha detto Steve Jobs. Questo cambiamento organizzativo ha lo scopo di avere ruoli e responsabilità chiari all’interno dei diversi dipartimenti dell’azienda. In particolare, il Fab è responsabile della produzione e della vendita di wafer a costi inferiori e con la massima qualità; la ricerca e sviluppo deve sviluppare e introdurre nuovi prodotti più rapidamente. Questo cambiamento stabilisce semplicemente tale responsabilità, niente di più».
Sono in programma quattro giornate di sciopero. Cosa aspettarsi nei prossimi giorni?
«Ho passato gli ultimi giorni a spiegare alla popolazione cosa è successo nel 2020 e quali sono i nostri obiettivi per il 2021. Ho anche fornito una panoramica degli argomenti che abbiamo discusso con il sindacato, come il turno, e ho ristabilito uno schema di bonus in modo da poter condividere il successo. Ho anche detto loro che dopo un anno di lavoro sui dettagli, venerdì scorso, il nostro nuovo proprietario ha approvato la possibilità di distribuire stock option in tutto il mondo, a seconda dell’andamento e della stabilità di ogni sito e gruppo. Quindi spero che alla luce di tutti questi sviluppi positivi, scopriremo come andare avanti insieme, piuttosto che limitarci a discutere».
Come immagina LFoundry da qui ai prossimi cinque, dieci anni? Ci saranno nuove produzioni e posti di lavoro?
«Attualmente sto lavorando per dare a LFoundry i prossimi 20 anni. La cosa più importante da raggiungere nei prossimi trimestri e anni è sviluppare i nostri prodotti e iniziare a caricare il Fab con i nostri prodotti. Nel frattempo dobbiamo dimostrare a Sparc che LFoundry vuole fare parte della famiglia e vuole contribuire al successo e al futuro della compagnia. Se solo ci lamentiamo di tutto ciò che facciamo non ci sarà un futuro luminoso per LFoundry. Mi aspetto che la maggior parte delle persone capisca e contribuisca davvero al successo. Parlare di nuove assunzioni quando il Fab non è ancora ottimizzato e al massimo delle sua capacità produttiva, di sicuro non è un obiettivo da perseguire nel prossimo futuro. Ho bisogno che le persone capiscano che io so come farlo e non voglio che le persone cerchino di dirmi come fare il mio lavoro».
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