L’addio a Cerasani, il calcio piange il “lupo”

10 Agosto 2023

Folla commossa a San Benedetto per i funerali dell’ex attaccante dell’Aquila, morto a Olbia a 69 anni

SAN BENEDETTO DEI MARSI. L’ultimo viaggio terreno, Angelo Cerasani lo ha affrontato con la maglia giallorossa del San Benedetto, la squadra con la quale tutto iniziò. I primi calci da giovanissimo, prima del grande salto: L’Aquila, Brindisi, Chieti, Olbia. Con i pugliesi si spinse fino alla serie B, mentre alla sua figura è legato il trionfo dei rossoblù del capoluogo nello spareggio per la C contro il Cassino. Ieri c’erano tutti: compaesani, compagni di squadra e avversari, a salutare Angelo, conosciuto da tutti come “ju lupe”, per l’ultima volta. Una folla commossa ha accolto la salma dell’ex centravanti nella chiesa di Santa Maria dell’Assunta a San Benedetto dei Marsi. Il lupo marsicano è morto domenica scorsa a Olbia a causa di un malore: tre mesi fa Cerasani aveva scoperto di essere gravemente malato. Sabato scorso il malore, poi il ricovero in ospedale e la morte: per lui non c’è stato nulla da fare. Aveva 69 anni. L’ex calciatore era rimasto in Sardegna dopo aver appeso gli scarpini al chiodo (l’ultima esperienza con la maglia dell’Olbia), dove gestiva un noleggio auto. Ma nonostante la lunga permanenza sull’isola, Cerasani non aveva mai dimenticato le origini marsicane e spesso faceva ritorno nella sua San Benedetto per salutare gli amici di un tempo. A novembre scorso la sua ultima apparizione pubblica ai festeggiamenti per i 95 anni dell’Aquila, club che è rimasto sempre nel cuore del “lupo”. A rendere omaggio a Cerasani anche il sindaco Antonio Cerasani, il presidente del San Benedetto, Beniamino Cerasani, e il consigliere provinciale Quirino D’Orazio.
A commuovere la frase di Jorge Luis Borges esposta nel necrologio: «Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio». E ancora: «Ora corri libero, campione di sport e bontà». (l.p.)
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