L’addio al notaio Battaglia «Ha aiutato tanto la città»

1 Settembre 2018

Il ricordo degli amici ai funerali dell’ex presidente della Carispaq a San Bernardino «Era la pazienza personificata, mai visto irritato. Alla fine metteva tutti d’accordo»

L’AQUILA. «Se ha aiutato tante persone quando era in terra, pensate che non aiuterà L’Aquila e la sua famiglia adesso che è in cielo?».
La domanda che chiude l’orazione funebre aleggia sulla folla assiepata a San Bernardino per l’ultimo saluto al notaio Antonio Battaglia, che si è spento a 83 anni. Guardandosi l’un l’altro, le persone sembrano rispondere «è proprio così». «Era la pazienza personificata», raccontano tra il pubblico di colleghi, avvocati e amici, rimasti in piedi a metà dell’enorme navata. «In tanti anni non l’ho mai visto arrabbiato, mai trattare qualcuno meno che gentilmente». Proprio con la calma e la gentilezza, raccontano, riusciva a dipanare le situazioni più complesse. «Alla fine riusciva a mettere tutti d’accordo».
Battaglia, già presidente della Carispaq, era prima di tutto un gentleman. Lo ricorda l’arcivescovo emerito Giuseppe Molinari nel corso della sua omelia. Lo ha ricordato Rinaldo Tordera, attuale direttore generale Asl, che ha definito il lavoro fianco a fianco con Battaglia nel periodo della ristrutturazione della banca una ventina di anni fa «un’esperienza umana straordinaria». Tra i messaggi di cordoglio anche quelli del sindaco Pierluigi Biondi, che lo ha definito «una persona perbene che ha dato lustro alla città», e della deputata Pd Stefania Pezzopane, che con Battaglia aveva condiviso tante edizioni del premio intitolato a Laudomia Bonanni, di cui lo scomparso fu cofondatore.
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